Castrazione chimica, la Santanché sfida Salvini: «Voti le nostre norme»

venerdì 26 ottobre 14:58 - di Redazione

Castrazione chimica sì, castrazione chimica no. All’indomani della barbara uccisione, con stupro di gruppo da parte di immigrati clandestini, della sedicenne Desiree Mariottini il tema ritorna di grande attualità. Ed è il ministro dell’Interno, Matteo Salvini a riproporre la questione, spiegando che se “fosse per me castrazione chimica per gli stupratori”. Non una novità, visto che la castrazione chimica fa parte delle storiche battaglie della Destra, prima, e, poi, della Lega. Peccato però che andando a spulciare il decreto sicurezza, o decreto Salvini dal nome del ministro che ha stilato il provvedimento, che in questi giorni è all’esame del Senato, di castrazione chimica non ci sia traccia. Un’assenza che non è passata inosservata a Fratelli d’Italia che con la senatrice Daniela Santanchè è partita all’attacco: “E’ incredibile che nel decreto non si faccia cenno a quella che a tutti gli effetti è un’emergenza. Per questo sono stata costretta ad introdurre con un emendamento la castrazione chimica per pedofili e stupratori. Ora dopo la presa di posizione del ministro Salvini mi aspetto che a questo punto la Lega appoggi l’emendamento di Fratelli d’Italia“. Una vera e propria sfida al partito di Salvini, il quale però negli ultimi tempi ha dimostrato di sapersi sdoppiare bene nel ruolo di leader politico e di ministro della Repubblica. Il primo pronto ad aizzare le folle e gli animi, il secondo molto più misurato e moderato quando si tratta di predisporre e vergare leggi e decreti. Chissà adesso chi risponderà alla sfida lanciata da Fratelli d’Italia: il politico o il ministro? E soprattutto chissà come voterà in Aula la Lega.

Commenti

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  • Alcide 27 ottobre 2018

    Ecco a quali “storiche battaglie” si è ridotta questa destra perbenista e ipocrita. Propongo il taglio della mano per i ladri e la cucitura col fil di ferro della vagina alle prostitute. Siete finiti.

  • Giuseppe Forconi 27 ottobre 2018

    raccia o non traccia, la castrazione chimica va messa subito in atto. Questa gente deve essere messa in condizioni di non fare piu’ del male. Attenzione, pero’…. una volta castrati vanno rispediti ai loro rispettivi paesi, cosi castrati non potranno piu’ mettere al mondo altri criminali…… sbagli ??? paghi e paghi di brutto, ci dispiace, ma a casa nostra quello che tu fai non si fa.

  • Pino1° 27 ottobre 2018

    La signora Santanchè sembra una delle tante persone che inneggiano allo stato per comminare delle punizioni che richiamano le sentenze definitive, quelle della ‘santa’ inquisizione. Ricordo che nella
    storia mondiale dopo la seconda ww solo in India la -signora- (donna) Indira Ghandi emanò la disposizione che consentiva la castrazione ai maschi che avevano già figli, norma durata qualche tempo e poi, dimenticata! Solo nelle parti molto interne della Cina ed anche li sono sulla strada della evoluzione, c’era per consuetudine nei villaggi il controllo della procreazione per cui era il villaggio che decideva se potevi procreare o no. Con tutta la stima possibile per una -signora- (donna) che si è distinta in tutta la sua vita per laboriosità e idee coerenti, non credo che quella che indica sia strada percorribile da alcuno in occidente. Il reato di stupro non può essere gravato di una pena corporale definitiva che ha senso solo se vista da una donna, lo stesso senso di chi chiede la morte per i reati gravissimi. Sono le aggiornate Gride Manzoniane in uno stato altrettanto incapace di quello del seicento in lombardia ! Se la magistratura venisse obbligata a rispettare le leggi su cui i magistrati esercitano alleggerimenti con troppa discrezione avremmo le giuste lunghe punizioni paragonabili all’omicidio !

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