Alla Leopolda è nato il Partito di Renzi. Le 3 mosse di Matteo per mollare il Pd

lunedì 22 ottobre 17:12 - di Giacomo Fabi

Tutto si potrà dire di Matteo Renzi, tranne che manchi di animus pugnandi. Tutt’altro, e l’edizione numero 9 della Leopolda sta lì a dimostrarlo, ben oltre gli oltre 30mila visitatori contati dagli organizzatori della kermesse fiorentina con qualche evidente larghezza di manica. Il dato, infatti, è politico e riecheggia – anche qui con qualche trionfalismo di troppo – nelle parole diffuse attraverso la sua e-news dallo stesso Renzi e tutte tese ad esaltare lo spirito di «quelli che ci consideravano morti e sepolti» e che «vedono oggi, in Leopolda, un popolo vivo, consapevole delle difficoltà ma carico di entusiasmo».

L’ex-premier: «Con me Pd al 40%. Senza di me al 18»

Tre gli elementi che concorrono a rappresentare un Renzi ancora in campo a prescindere dal Pd. Il primo: l’appuntamento da lui dato al prossimo anno. Significa che, congresso o non congresso, l’ex-premier si considera ormai al di sopra della contesa all’interno del partito. La Leopolda continuerà ad esserci e sarà “altro” rispetto alle liturgie ufficiali del Nazareno. Lo conferma anche la sommaria analisi elettorale lanciata dalla tribuna della vecchia stazione ferroviaria di Firenze: «Con la personalizzazione del Pd, abbiamo preso il 40 per cento, con la spersonalizzazione il 18». Come a dire: senza di me non si va da nessuna parte. Secondo elemento: la candidatura alle prossime elezioni europee della giornalista Rula Jebreal. Averla indicata davanti alla platea della Leopolda è la conferma che Renzi risponde solo a stesso e ad un codice di comportamento tutto suo. Infine, terzo elemento: la contromanovra finanziaria scritta a quattro mani con l’ex-ministro Pier Carlo Padoan. Un documento alternativo a quello ufficiale presentato dal segretario Maurizio Martina.

I comitati civici della Leopolda embrione del PdR?

A questo punto la domanda a che gioco stia giocando Renzi sorge spontanea. Due le scuole di pensiero: la prima vuole Renzi attivo solo in superficie, ma in realtà seduto sulle sponde del fiume in attesa del cadavere del Pd alle elezioni europee del prossimo anno. La seconda è molto più maliziosa e scorge nei suoi continui strappi la volontà di provocare incidenti confine per costringere il Pd ufficiale ad una reazione in grado di giustificare il suo addio. In tal senso, i comitati civici da lui annunciati alla Leopolda potrebbero essere il primo nucleo del PdR, il partito di Renzi, l’unico – del resto – nel quale il Matteo fiorentino crede davvero.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Giuseppe Forconi 23 ottobre 2018

    Benissimo, ora con il nuovo partito di renzi ( mi viene da piangere ) la liusta elettorale ha raggiunto quota 200 partiti e partitini, sono troppi ? Fa niente, piu’ ce ne sono piu’ si perdono voti. Ma perche’ le facciamo le elezioni? Tra tutti questi partiti e la quantita’ di gente che preferisce andare al mare al votare….. non si fara’ mai giorno e non si avra’ mai un governo totale, ma sempre piu’ nuovi seggi con affamati onorevoli felici di sbarcare il lunario senza lavorare e ben pagati. Purtroppo lo disse proprio LUI…. e’ difficile capire e trattare con gli italiani.

  • 22 ottobre 2018

    Il volpino capisce bene il cambia bandiera degli Italiani…si vedrà di nuovo in politica il Re Renzi di Firenze….

  • Laura Prosperini 22 ottobre 2018

    e soros chi finanzierà?
    il pd
    o il pdr???
    ah già, entrambi
    tanto finanzia anche tutti gli altri…liberisti ed euristi (quindi per dettagliarli basta sapere se sono pro o contro l’euro
    se vogliono uscire o meno dall’euro
    tutti quelli che vogliono uscire dall’euro non sono finanziati da soros, sicuramente.

  • In evidenza

    contatore di accessi