A Sutri Sgarbi dedica una strada a Julius Evola e una a Oriana Fallaci: due “modelli”

martedì 16 ottobre 15:04 - di Romana Fabiani

Vittorio Sgarbi si conferma un sindaco dal piglio decisionista e “politicamete scorretto”. L’istrionico primo cittadino di Sutri, città d’arte in provincia di Viterbo, ha deciso di dedicare due strade del borgo al filosofo Julius Evola e alla giornalista Oriana Fallaci. Una svolta toponomastica destinata a far discutere e, forse, a scatenare la protesta delle anime belle della sinistra. Anche se finora tutto tace. «C’è Julius Evola, poeta e grande pensatore. Considerato di destra, addirittura fascista. Credevo, nella mia idea di comunicazione, che facesse scalpore. Invece, nulla. Silenzio. Non c’è polemica – dice Sgarbi – perché nessuno ricorda o sa chi sia».

Sgarbi dedica una strada a Julius Evola

La motivazione della dedica non ammette repliche: «Evola – si legge sulla pagina Fb del sindaco e critico d’arte –«è uno dei più influenti filosofi del Novecento, capace, con la profondità delle sue tesi sulla tradizione, sull’individuo e lo spirito, di contaminare il pensiero degli uomini occidentali», la Fallaci «è stata esempio di libertà, coraggio e carisma intellettuale». Ma non basta. L’intitolazione è stata accompagnata da una narrazione corale il 13 ottobre a Palazzo Doebbing, elevato a tempio della celebrazione dell’eccellenza italiana. La scrittrice e inviata di guerra è stata “raccontata” da Luigi Mascheroni de Il Giornale, «attento alle dinamiche più profonde del nostro tempo, come chiave di lettura dell’evoluzione degli uomini e delle società», spiega Sgarbi, e da Pierluigi Battista, firma del Corriere della Sera. Il filosofo di Rivolta contro il mondo moderno, invece, è stato interpretato da Alessandro GiuliPietrangelo Buttafuoco. La Fallaci  «scriveva cose non in linea con il Corriere della Sera, ma era sostenuta dal quotidiano – osserva il sindaco di Sutri – criticata dalla sinistra fino alla sua morte, poi l’atteggiamento è cambiato». Basta pensare alla mostra voluta da Franscesco Rutelli a Milano dopo la sua norte.

La Fallaci e il suo feeling con il Corriere

Mascheroni ricorda d’avere accettato di presenziare all’intitolazione perché nella targa è riportata l’unica dicitura che Oriana Fallaci avrebbe voluto:  «Non giornalista, non polemista o intellettuale, ma scrittrice. Anzi, forse scrittore». Fuori dal coro la lettura di Buttafuoco: «È stata una delle figure più odiate dall’establishment. De Bortoli comunque una garanzia la aveva. Sennò dovremmo chiederci come mai l’uomo che nasce dalla Romagna e che ha creato il giornalismo italiano – Leo Longanesi – non è mai riuscito a scrivere un rigo sul Corriere della Sera. Oriana Fallaci era comunque organica alla tribù della egemonia culturale di sinistra». Dopo Fallaci ed Evola, verrà intitolata una strada a Gian Marco Moratti, tra i maggior imprenditori italiani, fratello dell’ex patron dell’Inter. E ancora a Stefano Cucchi, come ha anticipato il sindaco di Sutri.

 

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  • Laura Prosperini 16 ottobre 2018

    FINALMENTE

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