Ucciso con ferocia per una sigaretta negata: assassino e vittima sono 2 marocchini

martedì 18 settembre 12:20 - di Martino Della Costa

Squartato come un animale al macello poi abbandonato trovato cadavere in un parcheggio ubicato sul lungomare degli Ardeatini, a Marina di Tor San Lorenzo, con delle evidenti ferite da taglio all’addome. La vittima è un 38enne marocchino e dell’omicidio avvenuto ieri sera nei dintorni di Roma, si occupano la Procura della Repubblica di Velletri e i Carabinieri della Compagnia di Anzio che, peraltro, l’hanno risolto in breve tempo: già dai primi accertamenti svolti e grazie al sopralluogo eseguito dai Carabinieri della sezione rilievi del Nucleo Investigativo di Frascati sulla scena del crimine, infatti, i militari sono riusciti ad indirizzare le indagini su un connazionale 28enne della vittima, del quale erano state diramate le ricerche su tutto il territorio del Comune di Ardea e nel vicino Comune di Pomezia e le Stazioni della Metro B Laurentina ed Eur-Fermi della capitale.

Marocchino uccide connazionale per una sigaretta

Un banale litigio che dà sfogo a una rabbia e a una brutalità gratuite e senza precedenti. Forse una sigaretta, magari qualche spicciolo, probabilmente neanche importa il movente del delitto maturato ai margini, tra gente senza tetto né legge: e non a caso si viene a sapere che il cittadino marocchino di 28 anni ricercato e accusato dell’omicidio risulta essere in Italia con permesso di soggiorno per richiesta di asilo politico. Uno dei tanti migranti in fuga sbarcato nel Belpaese dove bivacca ed, evidentemente, delinque. Non dovrebbero stupire, allora, i contorni della vicenda criminale. Non dovrebbe cogliere di sorpresa apprendere che, per esempio, nel luogo ove è stato rinvenuto il cadavere è intervenuto anche il Pubblico Ministero di turno e il medico legale che, nell’esaminare il corpo della vittima, ha rinvenuto anche una seconda ferita da taglio sul dorso. L’intera vicenda non dovrebbe arrivare dritta allo stomaco come un pugno ben assestato: invece sorprende, sconcerta, sciocca, spaventa e indigna: e tutto al tempo stesso.

Il killer sotto pressione si consegna ai carabinieri già sulle sue tracce

Il resto è la cronaca di un’indagine lampo con svolta finale, il cittadino marocchino di 28 anni ricercato e  presunto assassino che, appena dopo circa un’ora di incessanti ricerche, ormai braccato dai militari, sentitosi sotto pressione e con il fiato sul collo degli investigatori, si è presentato al Comando Stazione Carabinieri di Marina di Tor San Lorenzo. Formalmente interrogato sui fatti che hanno portato all’uccisione del connazionale, il 28enne ha confessato. E ha spiegato di aver avuto un litigio con la vittima e che, per difendersi, lo ha ferito a morte. Quindi, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Velletri sono scattati i dovuti approfondimenti investigativi da parte del Nucleo Operativo della Compagnia di Anzio, a conclusione dei quali l’uomo è stato arrestato con l’accusa di omicidio e rinchiuso nel carcere di Velletri. E agli atti resta, da quanto emerso dalla ricostruzione dell’episodio, che la morte del 38enne sia stato il tragico epilogo di una banale discussione sorta tra i due per pochi euro e qualche sigaretta richiesti dall’aggressore e negati dalla vittima che ha pagato quei no a prezzo della vita.

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  • G.Erman 18 settembre 2018

    Cultura neolitica. Una pacca sulla spalla e via.

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