Tria ingoia il rospo: deficit al 2,4%. E lo spread schizza subito a 258 punti

venerdì 28 settembre 8:53 - di Redazione

Dopo cinque ore, la festa in piazza dei Cinquestelle certificava la capitolazione del ministro dell’Economia Giovanni Tria: il rapporto deficit Pil potrà essere innalzato a 2,4 per tre anni. Il numero magico che consente a Luigi Di Maio di dire che sarà una “manovra del popolo” e che se rende soddisfatti Lega e M5S impensierisce invece i burocrati di Bruxelles.

Dentro la manovra c’è tutto, a dispetto delle resistenze di Tria, sul quale hanno fatto pressing anche i parlamentari Cinquestelle convocati per un flashmob fuori da palazzo Chigi. Sono stati liberati 27 miliardi. Matteo Salvini è anche lui felice perché si va oltre la legge Fornero ed elenca gli obiettivi raggiunti: “tasse abbassate al 15% per più di un milione di lavoratori italiani, diritto alla pensione  per almeno 400mila persone, e altrettanti posti di lavoro a disposizione die nostri giovani superando la legge Fornero, chiusura delle cartelle di Equitalia, investimenti per scuole, strade e Comuni”. Non meno entusiasta Luigi Di Maio: “E’ finita che si fa la manovra del popolo, che si fa il reddito di cittadinanza, la riforma della Fornero. Per anni ci hanno detto che non c’erano i soldi ma i soldi ci sono. La vittoria è che si fanno misure storiche. Non vince il governo vincono i cittadini. E’ una manovra che ci permetterà di rilanciare gli investimenti e la crescita”. Il Def, ha aggiunto, “apre le porte alla manovra del popolo”. Il deficit al 2,4% “significa molto per le famiglie italiane”.

Da parte del Quirinale nessun intervento ma è noto che il Colle considerava il 2% come la soglia massima con cui non impattare negativamente sui mercati. La manovra dunque sarà esaminata, come tutti i provvedimenti, molto dettagliatamente quando arriverà al Quirinale per avere il via libera definitivo.

Stamattina le prime conseguenze della scelta del governo di sforare i vincoli imposti dall’Ue: lo spread Btp-bund dopo i primi scambi segna 258 punti base, con un rendimento del decennale italiano al 3,07%. Ieri il differenziale aveva chiuso a 235,5 punti base.

 

 

 

Commenti

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  • RICCARDO AMARA 29 settembre 2018

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    MI AVETE CANCELLATO …. YES ….. MA NON VI VERGOGNATE???

  • florio 28 settembre 2018

    AVANTI COSI’. Il futuro di questo paese non lo decide l’UE e l’alta finanza!!! Il popolo è padrone assoluto delle proprie scelte e rischi. Questa situazione di crisi stagnante, ormai da troppi anni, va presa e gestita in questo paese, e non lasciata nelle mani sbagliate di poteri occulti, lobby situate oltre i confini nazionali, i quali hanno tutti gli interessi che questa situazione rimanga tale qual’è, stagnante,dai risvolti peggiorativi, tutto a vantaggio dei poteri forti. E’ ormai chiaro che i governi precedenti, che ci hanno rappresentato presso le sedi istituzionali oltre confine, per una mera logica d’interessi personali, ci hanno legato mani e piedi, e consegnati alle lobby della finanza criminale, ripeto solo e solamente per un tornaconto personale!!! Auspico, che i cittadini abbiano imparato la lezione, e non permettano più ai corrotti della politica di tornare al governo, per continuare ad avvallare di nascosto quei disegni criminali ancora incompiuti a danno del popolo. Forse ci saranno delle crisi in questo paese, o forse non ci saranno affatto, ma le abbiamo sempre superate al meglio, come nel passato, e forse chissà è la volta buona che ci liberiamo una volta per tutte di questo abbraccio mortale chiamato UUUUEEEEEEEE….!!! Dobbiamo, è un obbligo, un dovere civile, come nazione, far capire agli altri paesi, che questo tipo di oligarchia in stile soviet, padronale, perversa, gestita cosi com’è nel continente, avrà delle conseguenze molto negative e nefaste per tutti, in particolare per i paesi del sud, e pertanto è necessario dare un forte segnale, uno scossone, per iniziare ad imprimere dei lenti ma graduali cambiamenti. A costo di uscire da questo labirinto egocentrico pieno di insidie, pericoli per tutti, ovverosia il male assoluto.

  • ANGELO AIAZZI 28 settembre 2018

    Ma allora tutto questo “cui prodest” ????

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