«Tassa sulla sposa troppo scollata»: bizzarra crociata di un sacerdote

martedì 4 settembre 14:20 - di Angelica Orlandi

La bizzarra iniziativa di un sacerdote nel Veneziano in un periodo in cui i matrimoni diventano sempre più social, con vestiti hollywoodiani e soprattutto vistose scollature negli abiti delle sposine. In un momento in cui la Chiesa è afflitta da ben più gravi grane, ecco che Don Cristiano Bobbo, parroco di Mira, alle porte di Venezia, si adonta e si spazientisce per questioni di pudore, di sobrietà: da tempo le spose si presentano all’altare con abiti troppo scollati, più attente alla moda, all’apparire che alla sostanza del sacramento. E lui ha deciso di dire basta gli abiti scollati. Lo vogliono indossare? Che paghino una multa. Una provocazione a cui il prelato ha dato seguito: non si è limitato alle parole o a una reprimenda, ha preso carta e penna, scrivendo una missiva ai suoi parrocchiani. Si è spinto anche a considerazioni forti in tema di morale matrimoniale, riflettendo su quelle «future mogli che molto spesso si presentano sguaiate e volgari, inadatte alla circostanza». Non solo, don Bobbo ha anche pensato a una provocazione: l’introduzione di una tassa sulla sposa.

«Chi più si presenta svestita più paga»: è lo slogan lanciato dal don. Bobbo ha giustificato la sua provocazione. L’intero paesino a rumore. Tanto che poi ha addolcito la sua posizione: «E’ stata solo una provocazione scherzosa, ha spiegato al Gazzettino che però nase da fatti reali: le nozze spesso sono considerate più un evento che una scelta maturata e condivisa. Certi dettagli non vanno sottovalutati».

 

Commenti

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  • avv. alessandro ballicu 4 settembre 2018

    con tutti i preti pedofili e filo islamici che circolano in italia e nel mondo c’è ancora qualcuno che ha il coraggio di fare il moralista ? dovrebbero ringraziare che c’è ancora gente che si sposa in chiesa anzichè assumere simili iniziative ridicole

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