Shopping ”griffato” online dei migranti in due centri d’accoglienza: ci sono le prove

giovedì 27 settembre 13:14 - di Alessandro Giuliani

Nuove conferme sugli acquisti di lusso oline effettuati dai migranti. Per ora ci sono alcune fotografie che, come rivela La Nazione, certificano che in due  centri di accoglienza a Certaldo e Firenzuola i migranti avrebbero fatto ordini online su Zalando e altri siti di moda e oggettistica. Ci sono poi le testimonianze dei fattorini. Scarpe, giubbotti e capi d’abbigliamento griffati. Da tempo c’era un viavai di corrieri addetti alle consegne di pacchi che a cadenza quasi regolare consegnavano ai migranti. Così, segnalazione dopo segnalazione, la vicenda certamente singolare è giunta alle orecchie del consigliere regionale della Lega, Jacopo Alberti, il quale già un mese fa aveva sollevato il dubbio e ora ha presentato una interrogazione regionale.

«Le risorse destinate all’accoglienza dei richiedenti asilo – apprendiamo dalla  Nazione che riporta i termini dell’ interrogazione – servono a coprire tutte le necessità degli ospiti delle strutture (pulizia, vitto, beni di prima necessità), ma agli stessi ospiti viene comunque corrisposta una somma ulteriore di 2,50 euro al giorno, oltre alle ricariche telefoniche». Potrebbe bastare così. Anche perché – si sottolinea –  i migranti dopo qualche tempo dal loro sbarco possono anche liberamente trovarsi un lavoro, dunque potrebbero avere anche risorse extra da spendere chissà come. Dunque come si spiega questo traffico di acquisti online? Si sospettava che dietro potesse esserci «attività illecite» per «raggranellare del denaro». Ma ora – spiega Alberti – dai corrieri «risulta che ogni giorno in Toscana avvengano molte consegne di prodotti di vario tipo acquistati on line e destinati alle strutture dove sono ospitati i richiedenti asilo».

L’interrogazione

Nell’interrogazione pertanto si chiede di conoscere le «ragioni per le quali sono effettuati acquisti on line di beni destinati alle strutture che accolgono i richiedenti asilo, dal momento che gli ospiti delle strutture di accoglienza sono già dotati in loco di tutto il necessario; e a che titolo, a nome di quale persona o ente e con quali risorse sono effettuati tali ordini di acquisto».
Secondo quanto raccontato dai corrieri ai quotidiani e ai siti locali, i migranti dei centri gestiti dal Consorzio L’Arcolaio «pagano in contanti direttamente alla consegna, altre volte il pagamento è già avvenuto al momento dell’ordine sul portale di vendita on line, con carta di credito e quindi noi ci limitiamo a dare il pacco al destinatario».

Ma chi fa quei pagamenti? E perché così tanti ordini, ci si chiede nell’interrogazione. Gli ospiti dei centri possono ovviamente avere un budget a disposizione in base anche al lavoro che hanno svolto sul territorio, ma la sistematicità del fenomeno e la qualità degli acquisti lasciano  aperti interrogativi inquietanti, tutti da chiarire.

Commenti

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  • mario 29 settembre 2018

    poverini, cosa fanno di male, si annoiano, e una occupazione, serve, tanto si paga sempre noi

  • enrico 28 settembre 2018

    fosse per me farebbero meno acquisti

  • Francesco Ciccarelli 27 settembre 2018

    Probabilmente c’è solo una risposta: i clandestini furbastri acquistano beni coi soldi che ricevono come sussidi, poi li rivendono “in nero”!

  • Gio 27 settembre 2018

    ne abbiamo le scatole piene di farci prendere per i fondelli da questi parassiti. Usiamo quei soldi per rimandarli in africa. Tutti. Subito.

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