Romagna, tagli alla sanità ma per i dirigenti targati Pd premi da migliaia di euro

lunedì 17 settembre 15:22 - di Carmine Crocco

Le Regioni rosse, si sa, sono sempre meno rosse, però, laddove ancora esistono, i privilegi garantiti dai “compagni” del Pd alla loro nomenklatura sono sempre elevati. Così in Emilia Romagna, Regione passata dal predominio Pci a quello Pds, per poi finire, appunto, al Pd passando per i Ds. “Premio di risultato sovradimensionato per il direttore generale dell’Ausl della Romagna?”. Così denuncia   Massimiliano Pompignoli della Lega in un’interrogazione rivolta al governo regionale dell’Emilia-Romagna, la scelta di elargire un compenso aggiuntivo al dirigente. Sul premio, il consigliere vuole appunto sapere dall’esecutivo regionale se invece non “rappresenti una sorta di insulto per chi ha subito lunghissimi tempi di attesa nei pronto soccorso e per visite specialistiche, tagli e depotenziamenti dei servizi, organici ridotti all’osso, orari di lavoro sfiancanti, oltre allo scarso rispetto per le professionalità”.

Il leghista rimarca che, per il 2017, al direttore generale dell’Ausl della Romagna, in aggiunta al trattamento economico pari a 154.937 euro, è riconosciuto un premio di 14.099 euro, mentre al direttore sanitario e al direttore amministrativo 11.279 euro (oltre al trattamento economico pari a 123.949 euro ciascuno). L’amministrazione regionale, si legge nell’atto ispettivo, sulle retribuzioni di risultato ai dirigenti regionali, “ha deciso di conformarsi alle valutazioni proposte dall’Organismo indipendente per la valutazione (Oiv)”.

Emerge il dubbio, rimarca Pompignoli, “che la giunta regionale scarichi sull’Oiv la responsabilità di attribuire la retribuzione di risultato ai dirigenti apicali, anche a quelli che, considerati i modesti o nulli risultati effettivamente raggiunti, non dovrebbero ottenere alcun premio in aggiunta al già sostanzioso emolumento annuale”. E mi riferisco, chiosa il politico, “ai dirigenti apicali dell’Ausl della Romagna e, in particolare, al direttore generale”.  Il consigliere chiede quindi all’esecutivo regionale informazioni sui parametri utilizzati per la corresponsione dei premi di risultato ai vertici dell’Ausl romagnola.

Commenti

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  • Pino1° 18 settembre 2018

    Accade da tempo con una forte accelerazione anche nella vicina regione dei rossi!
    Spacchettare a blocchi strutture per affidare al privato le stesse funzioni ! Se e dico
    se, la solerte magistratura rossa (oddio cos’ò detto) non fosse rossa farebbe fare un
    controllino alle societas, cliniche sopratutto, scoprirebbero la lunga zampina di rosse
    mogli tramite scatoline cinesi, per non destar sospetti, ed un’occhiata all’invisibile
    trama che governa ‘Pegaso’ si, proprio i gialli elicotteri della rossa regione ! Costano
    un botto! Chissà chi gli fa i servizi manutentivi, D’altro canto ai tempi silurarono uno
    che aveva la moglie in comproprietà dei carri attrezzi per la rimozione urbana! e li
    sputtanava troppo, lo sapevano tutti, ne parlavano nei salotti, perdevano i voti, poverini
    l’hanno fatto fuori ! Cambiano il ‘pelo’ resta il vizio! Chissà perché assomigliano ai lupi,
    gli sciacalli ci sono ma con i pantaloni ! Nominano tutti i direttori sanitari !
    Cambiateli in blocco al nuovo giro!

  • Laura Prosperini 17 settembre 2018

    alcuni cinici imprenditori (chiamiamoli così ma il termine sarebbe ben diverso e massimamente dispreggiativo) vorrebbero mettere le mani nei profitti della Sanità Pubblica
    cioè guadagnare sulle nostre malattie, sul nostro dolore
    lo fanno tentando di strangolare la Sanità Pubblica affinchè esausta la possano, per acclamazione di popolo, comprare con due spiccioli e passare da benefattori
    Forse questo è il prodotto più meschino e becero di questo turbocapitalismo che non vuole ne confini ne regole.
    I grandi imprenditori (censura) non sono Italiani!
    sono i soliti…e non hanno neanche la virtù della Carità Cristiana (non essendolo).
    Fuori tutti gli usurai dalla Sanità, dall’Istruzione, dall’Acqua e dall’Energia.
    Puntelliamo la nostra Civiltà Occidentale basandola su questi pilastri intoccabili.
    E’ ora di dare segnali forti e di tornare alla Tradizione NAZIONALIZZIAMO i comparti
    solo così i servizi saranno estesi e capillari
    ed ogniuno di noi potrà usufruirne con la piena dignità di essere umano
    e non in relazione ai soldi posseduti.

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