«Roma sporca e in balia dei gabbiani»: l’affondo del Nyt contro Virginia Raggi

mercoledì 5 settembre 14:47 - di Viola Longo

Fanno quello che vogliono, ingrassano a dismisura e sono gli unici a non lamentarsi della spazzatura. Sono i gabbiani che hanno invaso Roma, e che ora diventano oggetto di attenzione anche all’estero. A loro è dedicato un articolo del New York Times che descrive un quadro impietoso dello stato in cui versa la città eterna, partendo proprio dalla presenza di questi “cittadini” che da alcuni anni spadroneggiano indisturbati.

«When in Rome, Sea Gulls Do as They Please»: «A Roma, i gabbiani fanno ciò che vogliono», è il titolo del pezzo nel quale si spiega che il «predatore» ha «colonizzato aggressivamente una città che si trova a 30 km dal mare», attirato e ben nutrito da quel «all you can eat» che sono diventate le strade della Capitale, strabordanti di spazzatura. L’immagine rimandata dall’articolo del Nyt è, non a caso, quella di «un gabbiano su ogni cassonetto». «I romani per anni si sono lamentati del degrado della loro città: le buche, i bus che vanno a fuoco, i parchi maltenuti e la spazzatura non raccolta, che appesta le strade e intasa il fiume», ricorda l’articolo, rilevando poi che gli unici a non lamentarsi «degli spazi incolti e del cibo gratuito» sono proprio i gabbiani.

«La popolazione è cresciuta negli ultimi anni fino a decine di migliaia, secondo alcuni esperti. Anche la loro dimensione fisica è cresciuta, mentre si servono al buffet della spazzatura, con spuntini grazie a turisti complici e panini strappati a ignari pedoni», si legge nell’articolo, che riporta le dichiarazioni di esperti interpellati sul tema e le parole di cittadini e turisti alle prese con la convivenza forzata con i volatili. E che non risparmia una feroce stilettata al sindaco, ricordando che, dimostrando una cerca inconsapevolezza del problema, elevò i gabbiani a simbolo della Capitale, suscitando l’irritazione dei suoi concittadini. «Per migliaia di anni, la Lupa che allattò Romolo e Remo, i mitici fondatori della città, è stata il simbolo di Roma. Ma nel maggio del 2017, l’amministrazione della spesso denigrata sindaca Virginia Raggi abbellì la propria pagina Facebook con una foto di un gabbiano che se ne stava trionfalmente sui Fori. I residenti – ricorda ancora il Nyt – replicarono stizziti: “Grazie di aver dato l’immagine disgustosa di una città che è sempre più impantanata nella bruttezza». «L’amministrazione – prosegue l’articolo – rimosse il post, si scusò e lo sostituì con l’impegno “a ridurre i gabbiani in città”». Quasi un anno e mezzo dopo, però, a Roma «i gabbiani fanno ciò che vogliono» e, ricorda il NyT, «non posso essere biasimati per il fatto che seguono il loro istinto di protezione delle specie e godono delle strade all-you-can-eat».

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