Roma, il Viminale sgombera gli immigrati da un palazzo a Tor Cervara

venerdì 7 settembre 12:24 - di Eleonora Guerra

Si è concluso senza incidenti il primo sgombero romano successivo alla circolare inviata dal Viminale alle prefetture contro le occupazioni abusive degli immobili. Lo stabile sgomberato si trova in via Raffaele Costi 120, a Tor Cervara, nella periferia est della Capitale. Di proprietà privata, era stato occupato nel 2014. A giugno, durante un sopralluogo, erano stati contati 270 occupanti, per lo più centroafricani e rom, ma vi viveva anche qualche italiano. Stamattina, quando sono scattate le operazioni dei reparti mobili di Polizia, Carabinieri e Polizia locale gli occupanti si erano ridotti a una novantina. Quaranta sono stati portati all’ufficio stranieri per essere identificati. La loro posizione è al vaglio delle autorità.

Dopo lo sgombero, l’immobile, che l’anno scorso era stato danneggiato da un incendio, è stato messo in sicurezza: al suo interno sono stati trovati diversi bombole di gas e cumuli di rifiuti. Toccherà ora alla società titolare del palazzo occuparsi della messa in sicurezza e della vigilanza al fine di evitare nuove occupazioni abusive. Quanto agli occupanti, per quelli in condizione di difficoltà il Comune ha offerto sistemazioni alternative. Ma numerosi sono gli irregolari, che già minacciano una nuova occupazione o l’accampamento alla Stazione Termini.

Sullo sgombero è intervenuta anche l’Unione inquilini. «Attendiamo un progetto di recupero dello stabile, ma anche una mappatura e un recupero degli immobili abbandonati al degrado, altrimenti la questione abitativa rimane solo propaganda», ha detto il segretario romano Fabrizio Ragucci, parlando dello sgombero di Tor Cervara come di un fatto «prevedibile, dato il via libera annunciato dal ministero dell’Interno con la circolare del 1 settembre». «Ci aspettiamo l’impegno da parte di Regione e Comune nel ricollocare le famiglie che questa mattina stanno subendo lo sgombero. Sindaca e Prefetto, è stato fatto il Censimento come previsto dal Decreto Minniti? Regione, abbiamo definito quali siano le famiglie in disagio economico sociale da tutelare? Quali sono le sistemazioni messe a disposizione?», ha quindi chiesto Ragucci, spiegando che «quello che ora attendiamo è l’applicazione della cosiddetta “linea soft” annunciata dall’amministrazione».

Commenti

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  • Brigante nero 8 settembre 2018

    Schifo italiano occupazione di proprietà pubblica e privata illegalità diffusa da correggere.

  • Silvia 8 settembre 2018

    Finalmente si comincerà a sistemare gli Italiani in difficoltà.

  • Giuseppe Tolu 8 settembre 2018

    Ecco, questi erano quelli che si stavano integrando, come al loro paese, abitazioni fatiscenti, mondezza a gogò, condizioni igieniche da far schifo anche agli “scarafoni”. Ecco, come la sinistra perbenista vuole aiutare e integrare i migranti. Aiutarli a casa loro, come del resto vuole il centrodestra, invece no eh? Ah già, i piccioli per le cooperative, poverini.

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