Riforma pensioni, spunta il “Fondo esuberi”: ecco di che si tratta

lunedì 10 settembre 14:32 - di Redazione

Per le pensioni, “sì a quota 100 ma con almeno 64 anni di età e 36 di contributi e con flessibilità, e ‘sconti’ sugli anni di uscita dal lavoro per le categorie dei lavoratori precoci e delle donne con figli”. A dirlo a Labitalia, alla vigilia delle riapertura dei lavori in Parlamento e dell’avvio della road map verso la legge di bilancio e delle scelte in tema di pensioni, è Alberto Brambilla, consulente del vicepremier Matteo Salvini e uno dei massimi esperti in Italia di politiche previdenziali.

I vantaggi del Fondo esuberi

Brambilla propone anche  la sostituzione dell’Ape social “per tutti i lavoratori, con un Fondo esuberi, sulla scia di quanto già sperimentato con successo ad esempio dalla categoria dei bancari”. Nel settore del credito, infatti, dal 2000 esiste un Fondo esuberi di categoria, completamente finanziato da imprese e lavoratori (e dunque a costo zero per la collettività) che in questi anni ha accompagnato alla pensione quasi 62.000 lavoratori.

“Si tratta di una parte fondamentale della proposta perché -sottolinea Brambilla- le regole di accesso sarebbero le stesse dell’Ape social (lavoratori con problemi fisici, che hanno in carico familiari con handicap etc), ma anziché far decidere all’Inps sulla base di procedure burocratiche chi ha diritto all’anticipo e chi no, noi vogliamo spostare la facoltà di decidere a livello aziendale, tramite una concertazione tra azienda e sindacati”.

“È  in azienda che si conoscono bene le persone e i singoli casi -osserva l’esperto- ed è comune interesse delle parti, sistemare situazioni in cui a rimetterci è sia il datore sia il lavoratore”. Chi riceverà una prestazione economica dal Fondo esuberi, aggiunge Brambilla “non andrà poi ad implementare la platea dei pensionati, perché tecnicamente in pensione si andrà al compimento dell’età prevista dai requisiti vigenti”.

Come si  finanzia il Fondo Esuberi

Insomma, una soluzione a costo zero per l’Erario e che permetterà flessibilità in uscita dal lavoro. A finanziare i Fondi esuberi (ne sono previsti tre: Industria, Commercio e Artigianato) “sarà lo 0,30% a carico del monte redditi, cifra che sarà composta da pezzi di contributi che già ora vengono versati con finalità varie (formazione, enti bilaterali etc) da datori e lavoratori”.

Insomma, il punto forte del pacchetto previdenza giallo verde dovrebbe essere proprio questo: “I Fondi esuberi -dettaglia Brambilla- possono offrire una soluzione per un’uscita lavorativa anticipata a quelle persone che non rientrano nelle categorie dei lavoratori precoci o delle donne con figli. In cambio si chiedono due giorni di lavori di pubblica utilità”.

“Con queste due misure, quota 100 come sopra descritta e Fondo esuberi, risolviamo il 90% dei problemi delle persone e, se ci sarà una piccola quota di esodati (si parla di 6.000 ancora in attesa di sistemazione dopo la riforma Fornero), ci sarà una salvaguardia anche per loro”. Perché “dopo una vita di lavoro, ho diritto ad andare in pensione e godermi un po’ di quello di cui prima non ho goduto”, dice Brambilla. Modello Jack Ma? “E’ il mio mito”, risponde il professore.

Commenti

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  • CARLO CONTE 10 settembre 2018

    E i sessantenni che hanno perso il lavoro ed hanno superato anche abbondantemente quota 100 e quota 41 cosa ne facciamo? Aspettano i fatidici 64 anni del famigerato Brambilla?

  • De luca Nunzio 10 settembre 2018

    E i disoccupati con oltre trenta anni di contributi e 63 anni di età che fine fanno sig Brambilla? Aspettano i 67 anni cioè 4 anni in più ? Certo lei pensa solo ai padani ma se si abolisce l’ape social si rende conto del dramma per numerose decine di migliaia di disoccupati o il sigtuo Brambilla li giudica ininfluenti. Si spera che si affronti il problema pensioni tout court e che Di Maio impedisca queste iniquità perché tutti hanno diritto non solo chi ha 36 o 40 di contributi come nel nord est ee nel nord ovest

  • luciano santinelli 10 settembre 2018

    Questi signori giornalisti che declamano sentenze senza sapere quello che veramente accadra’ mi fanno pena,io sono a quota 103 con 62 anni e penso che se la quota 100 non sara’ pura ,questi due partiti perderanno la meta’dei consensi.

  • Laura Prosperini 10 settembre 2018

    è meglio quota 100 ma senza paletti
    solo così si otterrebbero:
    – maggior mercato interno e quindi incremento del PIL (i pensionati spendono tutto)
    – maggior lavoro ai giovani che sostituiscono le generazioni precedenti con altrettanto incremento di PIL (i giovani hanno tutto da acquistare)
    Per cui, secondo me, la soluzione ottimale sarebbe quota 100 sic et simpliciter. (anche quota 97, ho letto da alcuni attuariali).

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