Rai, Foa presidente: lo strepito del Pd e il ridicolo di Fnsi e Usigrai

giovedì 27 settembre 15:49 - di Augusta Cesari

La sinistra sulla Rai sta andando fuori di testa. Scopre adesso che al governo non c’è più – e chissà per quanto tempo ancora – l’amara verità: che l’azienda di viale Mazzini è specchio degli equilibri di governo. Ma va? E ne fa una tragedia che più nera non si può. Ce ne eravamo accorti che la sinistra stesse sragionando già nei giorni scorsi, quando si intravedeva l’accordo, anche da parte di Forza di Forza Italia, su Marcello Foa presidente di viale Mazzini. Ma dopo che la Vigilanza ha dato il via libera alla nomina di Foa, le scene diventano anche più ridicole. Se nei giorni scorsi si era sentito di tutto, con i piddini che accusavano il governo di impossessarsi  «militarmente» della Rai, ora il gruppo Pd del Senato annuncia che i parlamentari del Pd membri della commissione di Vigilanza Rai si recheranno a San Macuto per compiere l’accesso agli atti della commissione, ricontando i voti. Si arriva alla fase investigativa nel Pd, ricorrendo alla verifica degli atti della Vigilanza.

Proprio non ci stanno, la realtà è terrificante, lo capiamo bene in che condizione sono dopo anni di strapotere della sinistra in Rai. Il Pd scopre che il banchetto è finito, che si apre un’opportunità nuova per la Rai con Foa deciso a lasciare il segno, ad invertire l’egemonia della sinistra nell’azienda che tutti gli italiani hanno constatato. Un po’ di pluralismo applicate e non solo declamato fa paura?

Lo sprezzo del ridicolo prosegue. Entrano in scena Vittorio di Trapani, segretario Usigrai, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietto, segretario e presidente Fnsi, che in una nota congiunta vibrano di risentimento dopo avere letto l’intervista che Foa ha rilasciato al Corriere della Sera. «Nella prima intervista il neo presidente della Rai inanella violazioni di legge», strillano,  e offre «perfetta rappresentazione della sudditanza al governo». Pensate,  i vertici di Fnsi e Usigrai scoprono adesso che gli assetti Rai sono lo specchio degli equilbri di governo. Andava bene quando il governo era di centrosinistra o si  erano semplicemente distratti nei decenni passati? Se parli di lottizzazione in Rai anche i bambini rispondono “Pd”. Eppure ora si misurano le parole, i punti, le virgole, si fa l’esame filologico delle parole di Foa al Corriere, si minaccia di ricorrere alla magistratura:  «Parla di mandato del governo», con «violazione di legge e di svariate senzente della Corte costituzionale»; di «un mandato “fiduciario” quando «la fiducia in lui spetta a CdA e Parlamento». Una litania indigesta.

Il cambio dei direttori: la sinistra piagnucola

Ma è un altro il punto che fa loro più male. «Foa dice che nel suo mandato c’è il cambio dei direttori»,  leggiamo nella nota. Che novità. Ma guarda, in tanti anni mai abbiamo sentito parlare di cambi ai vertici delle testate e dei Tg. Stanno sfidando la nostra intelligenza o che cosa?  Eppure ela nota si ha il coraggio di stigmatizzare che si tratta di «un’altra violazione di legge: è un potere che spetta all’Amministratore delegato». La paura di non contare più. Il timore di non potere più considerare casa propria un’azienda diventata cosa loro, fa dire un sacco di stupidaggini. Quindi implorano: «Il Parlamento e il Consiglio di Amministrazione, a partire dall’Amministratore Delegato, non possono tacere: in questa intervista si stracciano tutte le norme con le loro prerogative». Non si sono accorti che anche in Parlamento i numeri del Pd contano poco?

In questa operetta non poteva mancare il veleno  via facebook del deputato del Partito democratico Michele Anzaldi, segretario solertissimo della commissione di Vigilanza Rai. «Le parole di Marcello Foa al Corriere della Sera sono gravissime perché fanno a pezzi tutte le sentenze della Corte Costituzionale sulla Rai, gettando la maschera sulla volontà politica di occupazione dell’informazione dell’emissario di Salvini nel servizio pubblico. La sua arroganza rappresenta, peraltro, un’assicurazione sui direttori dei telegiornali, che a questo punto diventano intoccabili a norma di legge. Tutto materiale per la magistratura, oltre alla votazione a rischio taroccamento in Vigilanza». «Questo presidente – prosegue Anzaldi – è palesemente illegittimo». Annuncia battaglia. Il colpo di teatro finale è ferale. Tutti a ridere.

Commenti

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  • Pino 1° 29 settembre 2018

    Auguri sig. Presidente Foa, sarà molto complessa la sua battaglia, fortunatamente qualche ‘indipendente’ dentro c’è ! Le auguro un magnifico successo, per Lei e se riuscirà, lo sara’
    anche per noi e sopratutto per il Paese ! Ne abbiamo un bisogno enorme !

  • franco prestifilippo 28 settembre 2018

    Credo che al PD non resti…..che presentare un ricorso al CSM!!!!!!

  • giovanni vuolo 28 settembre 2018

    CI RISIAMO; E’ COSI’ IN TUTTO IL MONDO !!!BASTI VEDERE COSA SUCCEDE IN AMERICA. LA SINISTRA INVOCA IL RISPETTO DELLA DEMOCRAZIA SOLO QUANDO PERDE.

  • alberto 28 settembre 2018

    Oramai il PD accusa quelli che NON lo hanno più votato: altro che DEMOCRATICO, sono CONTRO IL LORO EX POPOLO! Ora fanno come il bambino che non ha il suo gioco preferito: piangono e battono i piedi per terra!

  • giuliano 28 settembre 2018

    fascisti rossi che non vogliono decisioni democratiche, contro quelle di loro fasciste e antidemocratiche.

  • bruno buono 28 settembre 2018

    Vergogna la sinistra ha la faccia del piu’ brutto deretano

  • Laura 52 28 settembre 2018

    Tacciono, però, per l’elezione di Ermini…

  • Laura Prosperini 27 settembre 2018

    cercano sempre l’aiuto, la sopalla della Magistratura…
    è necessario mettere mano, seria e trasparente, anche su questo aspetto legato alla giustizia partigiana.

  • Giuseppe Tolu 27 settembre 2018

    Come mai non sbraitano per l’elezione del viecomandante della magistratura

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