Ponte Morandi, raffica di “avvisi” per Autostrade. Indagato Brencich: denunciò i rischi

venerdì 7 settembre 12:47 - di Leo Malaspina

Dopo ventidue giorni di indagini, arrivano i primi venti indagati, pesci grossi, funzionari di Autostrade, tecnici e perfino chi denunciò la pericolosità dell’opera nei primi atti dell’inchiesta sul crollo del ponte Morandi a Genova. Nella sede della Guardia di Finanza di Genova sono stati consegnati i primi avvisi di garanzia di un’inchiesta che si preannuncia lunga e difficile: tra questi anche quello nei confronti di Antonio Brencich, docente universitario ed ex membro della commissione ispettiva del Mit, il primo a denunciare, due anni fa, in interviste tv, gli errori in fase di progettazione del ponte e il degrado nel quale versava anche se poi aveva firmato, con altri colleghi, il verbale del comitato tecnico amministrativo che aveva approvato il progetto di ristrutturazione del ponte Morandi, senza però – è l’accusa della Procura – avvisare su provvedimenti urgenti da adottare per mettere in sicurezza subito l’opera.

Tra gli indagati ci sono molti uomini di Autostrade: l’amministratore delegato Giovanni Castellucci, il direttore del Primo Tronco di Genova Stefano Marigliani, i funzionari Paolo Strazzullo e Riccardo Rigacci, Paolo Berti, Michele Donferri, Mario Bergamo e Massimo Meliani. Avvisi anche ai vertici dell’Unità di vigilanza del Mit, il direttore generale Vincenzo Cinelli e il suo predecessore Mauro Coletta, Bruno Santoro, capo Divisione tecnico-operativa della rete autostradale, ma anche – come detto – Antonio Brencich, il professore di ingegneria estensore delle critiche negli anni precedenti. «Diedi un parere positivo perchè non rilevammo urgenza o pericoli nelle carte che ci vennero consegnate», ha dichiarato il docente uscendo dalla Procura.

Tra gli altri indagati ci sono anche gli ingegneri Mario Servetto Emanuele De Angelis e Massimiliano Giacobbi di Spea e Fulvio Di Taddeo, sempre di Autostrade, così come tre ingegneri del Provveditorato ed uno dell’Ufficio ispettivo, Roberto FerrazzaSalvatore Bonaccorso, Giuseppe Sisca, Carmine Testa. 

Autostrade, intanto, continua a difendersi quasi attaccando: «Ci sentiamo responsabili della gestione di un’infrastruttura che è crollata, generando un disastro e un dolore enormi. Ma la colpa è un’altra cosa. ‘La colpa presuppone comprensione delle cause, che dovranno essere accertate al meglio», dice l’amministratore delegato di Autostrade, Giovanni Castellucci, in un’intervista alla Stampa.

Commenti

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  • Andrea 7 settembre 2018

    Un lavoro inutile, lo fanno perchè lo devono fare, intanto con le leggi che abbiamo in italia nessuno pagherà come al solito, o al limite sceglieranno uno di questi che si prenderà tutte le colpe dopo avergli versato un bella sommetta in qualche paradiso fiscale. Questi sono i risultati di 70 anni di democrazia.

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