Papa Francesco per la prima volta paragona gli orrori del nazismo a quelli del comunismo

lunedì 24 settembre 13:03 - di Robert Perdicchi

«Voi qui presenti siete stati sottoposti ad ogni sorta di prove: l’orrore della guerra, e poi la repressione politica, la persecuzione e l’esilio, come ha ben descritto il vostro arcivescovo. E siete stati costanti, avete perseverato nella fede. Né il regime nazista né quello sovietico hanno spento la fede nei vostri cuori e, per alcuni di voi, non vi hanno fatto desistere neppure dal dedicarvi alla vita sacerdotale, religiosa, a essere catechisti, e a diversi servizi ecclesiali che mettevano a rischio la vita; avete combattuto la buona battaglia, state per concludere la corsa, e avete conservato la fede». Papa Francesco, dunque, nell’indirizzo di saluto ai fedeli nel corso della visita alla Cattedrale di San Giacomo a Riga, in Lettonia, per la prima volta paragona la tirannia nazista a quella comunista nella sopraffazione e nell’oscuratismo religioso imposto ai popoli. «Voi, che vi siete spesi corpo e anima, che avete dato la vita inseguendo la libertà della vostra patria, tante volte vi sentite dimenticati. Benché suoni paradossale, oggi, in nome della libertà, gli uomini liberi assoggettano gli anziani alla solitudine, all’ostracismo, alla mancanza di risorse e all’esclusione, e perfino alla miseria. Se è così, il cosiddetto treno della libertà e del progresso finisce per avere, in coloro che hanno lottato per conquistare diritti, la sua carrozza di coda, gli spettatori di una festa altrui, onorati e omaggiati, ma dimenticati nella vita quotidiana”, ha aggiunto il Papa. «L’apostolo Giacomo ci invita a essere costanti, a non abbassare la guardia. ‘In questo cammino, lo sviluppo del bene, la maturazione spirituale e la crescita dell’amore sono il miglior contrappeso nei confronti del male’. Non cedete allo sconforto, alla tristezza, non perdete la dolcezza e, meno ancora, la speranza!».

All’arrivo alla Cattedrale di San Giacomo, Francesco è stato accolto dal parroco, che gli ha porto il crocifisso e l’acqua benedetta per l’aspersione. Quindi una coppia di anziani ha donato al Papa dei fiori che Francesco ha messo davanti all’immagine della Vergine. Dopo la benedizione finale ha avuto luogo lo scambio dei doni. Il Papa si trasferisce ora alla Casa della Santa Famiglia a Riga dove pranza con i vescovi della Conferenza Episcopale di Lettonia

Commenti

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  • stefano 26 settembre 2018

    sono d’accordo con enrico non smette mai di dire c******

  • fabio dominicini 25 settembre 2018

    Mi duole rimarcare che il Santo Padre è incorso in un errore : non si può paragonare il comunismo con il nazismo. Hitler a confronto era un dilettante !
    A tal proposito si potrebbe regalare al nostro Papa LE LIVRE NOIR DU COMMUNISM di 5 autori europei ( Courtois,Werth,Panné,Paczkowski,Bartosek,Margolin ) edito da Mondadori nel febbraio 1998 in cui si certifica che il comunismo aveva ucciso fino a quel momento 94 milioni e 500 mila persone.
    Però i suoi discendenti partecipano liberamente alle elezioni italiane con il loro simbolo ( falce e martello ) senza subire alcun ostracismo di legge.

  • enrico 25 settembre 2018

    per favore bevi meno e sii coerente con cio che predichi

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