Moonves, il nuovo Weinstein: accusato di abusi sessuali, si dimette il numero 1 della Cbs

lunedì 10 settembre 9:50 - di Lara Rastellino

Non è bastato l’esempio di Weinstein a scoraggiare altri, eventuali sexual offenders e ad esaurire i casi di sopraffazioni e ricatti: oltreoceano la bomba degli scandali dietro le quinte continua a deflagrare e il dinamitardo ha, ancora una volta, le sembianze del potente bramoso di assoggettare l’ultima vittima e la facoltà di cambiare le sorti di un aspirante star. Ma, guarda caso, sembra non poter più riuscire a mettere tutta la spazzatura sotto il tappeto e ridurre tutti al silenzio: e allora, ancora orchi, sì. Ancora aggressori in giacca e cravatta che, sotto il manto dell’agnello, nascondono il pelo del lupo. Ancora potenti solleciti nel barattare abusi sessuali e molestie in cambio di qualche scorciatoia professionale, ma ancora scandali in prima pagina e carriere interrotte. L’ultimo niome illustre finito nel tritacarne delle denunce e delle accuse è Les Moonves, presidente e amministratore delegato della Cbs Corporation, fresco di dimissioni in seguito alla pubblicazione di nuove accuse di violenza sessuale e molestie contro di lui. E dall’immane caso – e caos – chi ci guadagna,letteralmente, è il movimento #MeToo che ha appena incassato da Moonves e dalla Cbs, a titolo di risarcitorio,20 milioni di dollari donati alle organizzazioni che sostengono il movimento.

Moonves, il nuovo Weinstein accusato di abusi sessuali

Non solo: in una dichiarazione, il consiglio di amministrazione del gigante dei media americano ha detto che la defenestrazione di Moonves ha «effetto immediato» e ratificato la “donazione” che, fanno sapere dalla Cbs, sarà dedotta dalla liquidazione del top manager e dipenderà dai risultati di un’indagine indipendente e dalla successiva valutazione della commissione. Moonves è entrato a far parte della Cbs nel 1995 come responsabile del settore intrattenimento, per poi diventare Ceo dell’emittente nel 2006. Ai piani alti dell’emittente, però, a un certo punto, sono cominciate a circolare voci e indiscrezioni sempre più pressanti, che hanno indotto chi di dovere a indagare sul 68enne che, già a luglio, dopo che il New Yorker aveva pubblicato le accuse di cattiva condotta sessuale avanzate da sei donne contro di lui, ha cominciato a sentire traballare la sedia su cui sedeva comodamente. Ieri poi, la rivista ha riportato ulteriori accuse di aggressione e molestie contro di lui da parte di altre sei donne, alcune delle quali avrebbero anche affermato che Moonves avrebbe usato la sua posizione per danneggiare le loro carriere una volta rispedite al mittente le avances.

Il ceo dimissionario nega le «accuse spaventose»

Naturalmente, Moonves da parte sua nega ogni addebito e respinge con decisione le «accuse spaventose» dell’articolo, ma non può evitare di riconoscere e ammettere tre degli incontri. «Ciò che è vero è che ho avuto rapporti consensuali con tre donne circa 25 anni fa, prima che arrivassi alla Cbs», ha detto in sua difesa il Ceo dimissionario in una dichiarazione riportata dal New Yorker. «Non ho mai usato la mia posizione per ostacolare il progresso o la carriera di queste donne. Nei miei 40 anni di lavoro, non ho mai sentito parlare di accuse così spaventose», ha anche aggiunto. E intanto, accuse e auto-difesa alimentano speculazioni e propaganda…

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