Manovra, Rampelli: «Tria si è arreso, Salvini pure. Così si torna indietro»

venerdì 28 settembre 15:09 - di Redazione

«Il giubilo di ministri che si affacciano dal balcone come se il popolo avesse sconfitto una dittatura lascia di stucco. Si può essere giovani senza essere coglioni, l’amministrazione dello Stato non è una burla e piazza Colonna non è Plaza de Mayo e nemmeno piazza Di Maio», così un durissimo Fabio Rampelli commenta su Facebook l’immotivata enfasi sulla manovra firmata 5Stelle.

Rampelli: Tria si è arreso, Salvini pure

«Abbiamo sempre rivendicato la necessità di superare i parametri europei, aumentare il deficit per tagliare le tasse (tassa piatta, appunto), sostenere lo sviluppo dell’economia, produrre ricchezza, far crescere le aziende, abbattere il costo del lavoro, attrarre investimenti  realizzare opere pubbliche, risanare le periferie, abbattere il costo dell’energia, riprenderci i gioielli di famiglia svenduti, creare occupazione e consumi – spiega il vicepresidente della Camera – ma cumulare altri debiti, in una nazione indebitata fino al collo, per alimentare la spesa improduttiva e fare assistenzialismo puro non è cambiamento, spedisce la nostra economia nel burrone». Tutto questo – prosegue Rampelli – per dare 780 euro al mese a un esercito di persone nullafacenti, senza nemmeno preoccuparsi di colmare l’ingiustizia perpetrata nei confronti di categorie di lavoratori che hanno sgobbato per 40 anni e percepiscono una pensione d’importo inferiore a questo assurdo sussidio. Alla faccia della giustizia sociale. «A nessuno di quei vituperati e incapaci governanti della Prima Repubblica – sottolinea il deputato di Fratelli d’Italia – è mai venuto in mente di fare una montagna di debiti per distribuire soldi agli angoli delle strade. A memoria l’ha forse fatto qualche dittatore sudamericano prendendo in cambio la libertà dei cittadini. Siamo preoccupati per questa deriva e rammaricati nel constatare che la Lega Nord sulla finanziaria ha perso la sua partita, perché non è stata capace di spiegare a Di Majo & co che alzare il rapporto deficit/Pil al 2,4% investendo tutto sulla crescita avrebbe rappresentato una rivoluzione vera, avviato una grande stagione di protagonismo italiano, consentito di dare sostanza al sedicente governo del cambiamento. Invece l’Italia, se non affonderà, galleggerà ancora… La nostra pattuglia di parlamentari darà battaglia per spostare quei miliardi aggiuntivi, che ci metteranno in conflitto con l’Ue, interamente sulla crescita, aggredendo senza pietà le marchette elettorali grilline che rischiano di vanificare la prima seria alzata di scudi verso Bruxelles e Berlino».

Commenti

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  • Vini 29 settembre 2018

    Non mi sembra che sia cosi secondo me e una ruota che fa migliorare leconomia se il popolo sta meglio.

  • 28 settembre 2018

    Dichiaratevi membri di una nazione Sovrana, libera del suo futuro, libera da leggi create da altre nazioni, indipendente, implementare leggi create per il popolo Italiano, seguire un sistema economico indipendente dalla Euro Zone.. Avere la libertà di creare un sistema economico propio e condire affari con tutte le nazioni del mondo!! Sovranità e Amore per la patria…

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