Libia nel caos, tregua violata: ribelli verso Tripoli. Nel delirio evadono 400 detenuti

lunedì 3 settembre 11:05 - di Lorenza Mariani

È caos in Libia: lo stato d’emergenza denuncia quanto potente e irrefrenabile sia l’onda d’urto dei ribelli che avanzano in marcia verso Tripoli dove la tensione si fa sempre più alta. Gli scontri tra milizie rivali a Tripoli hanno costretto il governo di Fayez al-Serraj, sostenuto dalle Nazioni Unite, a proclamare lo stato di emergenza e nel frattempo, approfittando della confusione dovuta agli scontri, circa 400 detenuti sono fuggiti da un carcere nei pressi della capitale libica. «I detenuti sono riusciti a forzare l’apertura delle porte» e a fuggire dal carcere di Ain Zara, ha riferito la polizia e riportato in queste ore la Bbc. Molti di loro  sarebbero sostenitori dell’ex leader libico Muammar Gheddafi, condannati per le violenze durante la rivolta del 2011.

Libia nel caos, ribelli in marcia verso Tripoli

Intanto, il bilancio diffuso dal Ministero della salute libica sui disordini in corso aggiorna i suoi drammatici dati a 47 morti e 129 feriti in 8 giorni: e questo mentre gli scontri tra milizie armate nella capitale Tripoli non accennano ad allentare la morsa e quando contemporaneamente si cerca di negoziare una possibile tregua. A Tal fine, come riporta tra gli altri in queste ore il sito dell’Ansa, «il Consiglio Presidenziale del premier Fayez al Sarraj ha dato mandato alla milizia Forza Anti Terrrorismo di Misurata, guidata dal generale Mohammed Al Zain, di entrare nella capitale per organizzare un nuovo cessate il fuoco e far terminare le violenze nella periferia sud della città». Un tentativo che arriva a ridosso di una giornata drammatica come quella di ieri, che negli scontri che hanno messo a ferro e fuoco diverse distretti a sud di Tripoli, ha fatto registrare la morte di due persone nel distretto di Al Falah, all’interno di un campo profughi per gli sfollati interni di Tawergha, oltre che l’evasione di massa dei detenuti dal carcere di Ain Zara, come accennato in precedenza.

Tregue violate: diversi distretti della capitale messi a ferro e fuoco

Un caos generalizzato seguito in diretta dal nostro ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che ai microfoni di Radio 24, sulla situazione di alta tensione continuamente in fieri in Libia, ha dichiarato di essere «in contatto diretto con i nostri uomini: militari, diplomatici, addetti dell’Eni che in Libia vivono rischi portati da un intervento militare senza senso». Una situazione in cui le misure di emergenza varate vengono continuamente messe alla prova e le tregue dichiarate nei giorni scorsi regolarmente violate. Secondo il consiglio presidenziale a guida al Sarraj, infatti, «l’obiettivo dei miliziani è quello di interrompere il processo pacifico di transizione politica», azzerando con un colpo di spugna violento l’impegno libico e internazionale mirato a stabilizzare un Paese tormentato e in perenne rivolta interna. Intanto, le ultime 24 ore Sarraj le ha passate arroccato  nel suo quartier generale in una base navale, a decidere con ministri e responsabili militari le strategie indispensabili a ristabilire l’ordine.

Commenti

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  • Andrea 3 settembre 2018

    “nel delirio evadono 400 detenuti” che presto arriveranno tutti qui con le prossime diciotti …. ovviamente l’unico paese di babbei dove si sentirebbero al sicuro, protetti dai soliti.

  • Giuseppe Tolu 3 settembre 2018

    400 detenuti che qualcuno, in un modo o nell’altro, vuol far arrivare in Italia, furbo macron. Caro bellimbusto, i nostri porti sono chiusi, vedremo quanti ne arriveranno da te, vedrai!!

  • Pino1° 3 settembre 2018

    Il Presidente del Consiglio richiami in Patria tutte le nostre unità all’estero !
    Il Presidente del consiglio, perché quell’altro direbbe di no ! Ma gli va fatto ingoiare !

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