L’altra Boldrini: il leghista Pillon è il primo della lista, vuole riportarci al Medioevo

giovedì 13 settembre 12:42 - di Redazione

Il senatore leghista Simone Pillon è il nuovo nemico numero uno del Pd, della sinistra e soprattutto delle donne progressiste. La sua colpa? Un ddl sull’affido condiviso basato sul principio della bigenitorialità. Dice Pillon: “Il nostro obiettivo: restituire la responsabilità genitoriale a entrambi i genitori. Nell’interesse dei figli. (..) Non possiamo sacrificare un genitore sull’altare dell’habitat del figlio. Certo, per un figlio è meglio una casa sola con entrambi i genitori. Ma se questo non è possibile, è meno male alternare le case che perdere un genitore, che alla fine è quasi sempre il padre”.

Ecco, se si aggiunge questa dichiarazione alla proposta di togliere l’assegno di mantenimento per i figli (non quello per i coniugi) che saranno mantenuti dal padre quando gli vengono affidati il quadro del “nemico delle donne” che il Pd vuol cucire addosso al senatore Pillon ha tutti i contorni definiti. Si aggiunga che il nostro è contro l’aborto.

Il segretario del Pd Maurizio Martina suona la carica: “La proposta Pillon non va discussa, va ritirata. E’ punitiva e retrograda nei confronti delle donne e tratta i minori come pacchi postali. Le sue parole su aborto e unioni civili sono raccapriccianti. Il 30 settembre saremo in piazza a Roma anche per questo. Non si torna indietro”.

Prosegue l’opera l’altra Boldrini, l’omonima della ex presidente della Camera che siede al Senato, Paola Boldrini (Pd): ”Alcuni esponenti della maggioranza hanno il chiaro obiettivo di riportare indietro nel tempo le lancette della storia. Vogliono relegare le donne in una condizione di subalternità, limitando loro la libertà individuale. Ne sono una chiara dimostrazione le dichiarazioni di Pillon, organizzatore del Family day, contro la legge 194 ed in ultimo la proposta di presunta riforma dell’affido condiviso, giudicata da tutti, esperti e non, un obbrobrio giuridico inattuabile. Mi auguro davvero che il disegno di legge sia ritirato o messo in discussione come sta emergendo in queste ore grazie anche alla grande mobilitazione di questi giorni perché su temi così importanti che potrebbero ripercuotersi inesorabilmente sulla vita dei figli, il confronto fra le forze politiche è doveroso”.

Due giorni fa le donne del Pd avevano scritto alle colleghe della maggioranza per chiedere di fermare il disegno di legge sull’affido condiviso il cui iter è cominciato questa settimana al Senato. Secondo loro il provvedimento “stravolge il diritto di famiglia vigente” in Italia; “mina alla base lo sviluppo armonico di bambine e bambini figli di coppie separate, costringendoli a vivere scissi in tempi paritetici tra genitori”. Una visione molto scrupolosa dei diritti dei bambini che d’incanto, nel Pd, viene meno quando si parla di famiglie arcobaleno e della possibilità di adottare da parte di coppie gay.

Commenti

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  • Giuseppe 14 settembre 2018

    La deviante prassi giudiziaria ATTUALE
    Il principio del primario interesse del minore e dell’affido condiviso viene applicato solo formalmente dalla gran parte dei tribunali italiani che specie nei provvedimenti cd. presidenziali dispongono il collocamento del minore presso uno dei genitori residuando all’altro – non collocatario – il ridotto tempo di visita (2-3 pomeriggi a settimana…sabato e domenica alternati etc…).
    Ciò si dispone senza ascoltare il minore […] negando de facto il suo diritto ad essere ascoltato (dai 12 anni ma ove dotato di discernimento anche prima di tale età!!) “in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano” (315 bis c.c.).
    Tali provvedimenti provvisori (DURANO ANNI sino all’emanazione della sentenza, sic!!) : la cd udienza presidenziale si svolge con un sommario ascolto delle parti – in sede separata o congiunta – ed un formale invito (ormai peraltro desueto) alla ricomposizione. I provvedimenti emanati a conclusione di questa fase sono spesso seriali o routinari… (è capitato di ricevere provvedimenti – stante l’uso del taglia/incolla – che recano i dati, i nomi dei minori di altri procedimenti o trattati in precedenza…).

  • titiro 14 settembre 2018

    strano il giudizio redazionale -si scandalizza per critiche, decise ma garbate, di chi dissente del tutto da proposte che obiettivamente sono tese ad eliminare diritti che le donne hanno ottenuto per risarcirle parzialmente da pesanti asimmetrie nei rapporti intra ed extrafamiliari; peggio, assimila le critiche al linciaggio di stampo brigatista (“primo della lista!”); non fa una piega sul modo con cui il nostro combatte l’aborto: in sostanza, imposizione, obbligo di parto per tutte; quanto al commento del signor Francesco, è perlomeno strano che non colga come il Pillon sia in sintonia con l’aspetto regressivo dell’Islam, ovvero la subordinazione della donna, il predominio del maschio; quello italiano, che ammazza la compagna quando si riprende la sua libertà; sul resto del suo sfogo non c’è che comprendere come il risentimento per le tante cose che vanno storte fa dire e mettere tutto insieme nel proprio amaro malcontento

  • Francesco Ciccarelli 13 settembre 2018

    Accusano il Governo di voler tener le donne in “condizione di subalternità”? Perché tacciono quando musulmani e africani stuprano e uccidono le donne? Non hanno detto una sola parola per la povera Pamela Mastropietro! Sbraitavano per le attricette di Hollywood! Sostengono l’aborto e, intanto, la Nazione invecchia! Si strappano le vesti contro la pena capitale! In passato, pur di non dispiacere i barbari islamici, proponevano perfino una “infibulazione simbolica” per le donne immigrate! Lascio agli altri ogni commento!

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