La Germania dell’accoglienza caccia gli italiani poveri: «Via dal nostro Paese»

sabato 22 settembre 11:16 - di Fortunata Cerri

La Germania di Angela Merkel, paladina in Europa dell’accoglienza e dell’integrazione, caccia gli italiani che non hanno i necessari mezzi di sussistenza. Un ampio servizio di Cosmo, la trasmissione in italiano di Radio Colonia, pochi giorni fa ha dato conto della preoccupazione che serpeggia all’interno della comunità tricolore. A poco più di un anno dall’applicazione della legge che ha ridefinito per i cittadini comunitari la regolamentazione del diritto alla libera circolazione sul territorio federale, cominciano, infatti,  a vedersi le conseguenze.

Diversi italiani si sono visti recapitare lettere, da parte dei Jobcenter o degli Uffici Stranieri dei comuni dove risiedono, nelle quali si prospetta un possibile allontanamento dalla Germania.  Nelle lettere ufficiali si ricorda che i cittadini comunitari «hanno libertà di soggiorno nel territorio federale se dispongono di protezione sanitaria e di mezzi di sussistenza sufficienti». I destinatari delle lettere hanno quindici giorni di tempo per chiarire la propria posizione: il che significa doversi procurare in tempi brevi un lavoro part time o un Minijob, oppure riuscire a provare di stare attivamente cercando un’occupazione. Il principio che sta alla base dei provvedimenti è quello che per risiedere in Germania si debba essere, almeno per alcuni anni, autosufficienti, in grado di versare i contributi obbligatori, come quello, ad esempio, della cassa malattia.

La radio ha raccolto testimonianze di giovani italiane che hanno ricevuto la  lettera nonostante avessero appena partorito o fossero in stato di avanzata gravidanza: «Mi hanno comunicato che avevo quindici giorni di tempo, visto che non potevo provvedere a me stessa, per trovare un lavoro: altrimenti mi avrebbero rimpatriato e mi avrebbero pure pagato il viaggio a me e alle bambine se non potevo permettermelo».

Secondo Cosmo, «le minacce di espatrio non risparmiano nessuno» hanno la maggiore frequenza nel Nord Reno-Westfalia, ma coinvolgono praticamente tutti i lander. «La cosa grave è che il caso non viene analizzato singolarmente, tutti ricevono queste lettere e non c’è scampo» dichiara alla radio Luciana Martena, responsabile di un patronato di Dusseldorf.

Commenti

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  • OTINEB 23 settembre 2018

    I lavoratori europei cominciano ad essere scomodi per la Germania, probabilmente, anzi sicuramente, preferisce sfruttare i rifugiati che fra un po’ inizieranno a sostituire i lavoratori europei accontentandosi di salari più bassi. NON VI SARA’ MAI UNA EUROPA UNITA CON LA GERMANIA E LA FRANCIA CHE VOGLIONO FARE I PADRONI.

  • Massimilianodi SaintJust 22 settembre 2018

    E qui da noi accolgono stranieri con scabbia e tbc a spese dei cittadini, ecco perchè il debito aumenta sempre!

  • Pino1° 22 settembre 2018

    Sono certo che la copia esatta della legge germanica che, mi pare sia il più ricco paese dell’UE, fa al caso nostro esattamente per tutti i residenti di qualunque provenienza, colore, religione ! Applicare la legge tedesca SENZA NESSUN ADATTAMENTO PRO_MAGISTRATI sarebbe un bel Mattarella Toccasana ! Viste le scempiaggini che va a raccontare quando esce dal bunker in sui si rimpiatta ! Dal momento che gli umori di larghissima parte del popolo nei suoi confronti gli sono ben chiari ! Prima gli italiani, prima parte, prima staremo meglio !!

  • Giuseppe Tolu 22 settembre 2018

    I migranti invece, con odio al lavoro e resistenza al vagabondaggio, hanno diritto di restare in Germania e in EU. A loro spetta il reddito di cittadinanza, agli italiani, che grande hanno fatto la Germania, e così pure il Belgio, niente, raus!
    P.S. Sia ben chiaro che comunque sono contro chi non ha voglia di lavorare, e non contro i disoccupati.

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