Istat “double face”: cala la produzione industriale, crescono gli occupati

mercoledì 12 settembre 15:19 - di Redazione

Produzione industriale in brusca discesa a luglio (- 1,8 per cento) con tendenza alla diminuzione (-0,2) anche su base trimestrale. È la prima volta dal giugno 2016. A rilevarlo è l’Istat che, però, riferisce anche di un tasso di occupazione a livelli record, mai così alto dal 2015. Gli occupati, infatti, raggiungono quota 23,3 milioni nel secondo trimestre di quest’anno. Le forze lavoro hanno raggiunto quota 26,1 milioni, mentre le persone in cerca di occupazione scendono a quota 2,8 milioni toccando i livelli minimi dal 2015

Istat: il calo riguarda tutti i comparti

L’indice destagionalizzato – ha spiegato l’Istat – mensile mostra diminuzioni congiunturali in tutti i comparti: dai beni strumentali (-2,2 per cento) ai i beni di consumo (-1,7) e ai beni intermedi (-1,2); in misura più contenuta diminuisce l’energia (-0,8). Nella media dei primi sette mesi la produzione è cresciuta del 2,0 su base annua. Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano a luglio 2018 una lieve crescita tendenziale solamente per il raggruppamento dei beni strumentali (+0,7 per cento); variazioni negative si registrano, invece, per i beni intermedi (-2,2), i beni di consumo (-1,9) e l’energia (-1,4).

Oltre 26 milioni di occupati: mai così dal 2015

Secondo l’Istat, i settori di attività economica che registrano la maggiore crescita tendenziale sono l’attività estrattiva (+2,8 per cento), la fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (+1,8) e la fabbricazione di macchinari e attrezzature (+1,3). Le maggiori flessioni si registrano invece nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-6,4 per cento), nella industria del legno, della carta e stampa (-5,8 per cento), nella metallurgia e prodotti in metallo (esclusi macchine e impianti) (-2,8) e nella fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-2,8 per cento).

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  • Pino1° 13 settembre 2018

    Siamo ancora sicuri che le comunicazioni di questo Istituto siano affidabili?

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