Il partito islamico a Bruxelles: «Qui i musulmani saranno maggioranza»

martedì 25 settembre 15:22 - di Alessandro Giuliani

Il canto del muezzin si leva alto, all’alba, tra le guglie della Grand Place. Trovare un locale per gustarsi in pace una pastosa birra trappista o una raffinata Gueuze non è facile, specie in tempo di Ramadan. Le moules-frites, le cozze con le patatine fritte, quelle sì, ci sono sempre: sono generalmente considerate halal, sempre che non vengano preparate con il vino bianco o la birra. Allucinazioni da sovranisti? Niente affatto, parla la realtà: Bruxelles, la capitale dell’Unione Europea, «nel 2030 sarà a maggioranza musulmana». La previsione non è di una sovranista, non è di una populista, ma è di Redouane Ahrouch, consigliere comunale ad Anderlecht, uno dei 19 Comuni della Regione di Bruxelles Capitale, ma soprattutto fondatore del Parti Islam, un piccolo partito islamista che sta facendo molto rumore in Belgio, in vista delle elezioni amministrative del 14 ottobre. Oggi nella regione di Bruxelles Capitale, spiega Ahrouch «il 33% della popolazione è di religione islamica. Su 1,2 mln di abitanti, ci sono circa 400mila musulmani. Nel giro di 12 anni, nel 2030 saremo in tutto 1,3-1,4 mln e noi saremo la maggioranza». La capitale belga, che è anche la principale sede delle istituzioni dell’Ue, sarà dunque «la prima regione d’Europa ad essere a maggioranza musulmana».

Non c’è modo di sapere se la previsione di Ahrouch sull’“islamizzazione” di Bruxelles sia esatta, perché il governo belga non pubblica dati ufficiali sull’appartenenza religiosa dei cittadini. Ma la prospettiva appare credibile: da anni a Bruxelles, dove l’immigrazione dal Nordafrica è iniziata nei primi anni Sessanta, il nome più diffuso per i nuovi nati è Mohammed. E Bruxelles «non è una regione come un’altra, è la capitale d’Europa», sottolinea Ahrouch. Ue che, ironia della Storia, chiude le porte alla Turchia proprio perché musulmana. Non c’è da stare allegri.

Contro il Parti Islam (sta per Intégrité, Solidarité, Liberté, Authenticité, Moralitè) in Belgio si è levato un coro di voci, da sinistra e da destra, per chiederne la messa al bando. Il “problema” è che la Costituzione belga, come tutte le Costituzioni democratiche, protegge la libertà di culto, di parola e di associazione: «Noi – continua Ahrouch – vogliamo che i bruxellesi musulmani siano rappresentati, in modo tale da esprimere in maniera democratica e non violenta il malcontento di una comunità fragile, quella musulmana, che può cadere vittima dell’estremismo». Un pericolo concreto, come si è visto a Parigi nel novembre del 2015 e a Bruxelles nel marzo 2016: «E’ un grande problema in Europa – prosegue Ahrouch – qui in Belgio lo Stato fa di tutto per portare degli imam estremisti dal Marocco, dall’Arabia Saudita e dall’Egitto». In Belgio, continua, «tutti, la stampa, i politici ci descrivono come terroristi, non so quali altre menzogne si inventeranno contro di noi. Ma siamo un partito lealista, democratico e pacifista».

«Il partito socialista ha chiuso gli occhi»

Paradossalmente, ma non troppo, il Parti Islam ha una visione critica dell’immigrazione: «Voi italiani – dice Ahrouch – dovreste essere più preoccupati di noi: in Europa non c’è alcuna politica di asilo. E’ per questo che è normale che i cittadini si rivoltino democraticamente, votando i partiti populisti. Ho 48 anni e ho visto moltissimi primi ministri italiani: mi sembra che Silvio Berlusconi sia stato quello che è rimasto più a lungo. Gli altri, tutti tecnocrati e paracadutati. Ora ci sono la Lega e il M5S: il popolo vota per la risposta identitaria». Quello che più disturba la politica belga, secondo Ahrouch, «è che noi proponiamo un’alternativa. La corrente vuole portare americani, europei, africani verso una direzione. Noi, invece, non vogliamo seguire il gregge come pecore. Qui in Belgio sono sessant’anni che c’è immigrazione: vogliamo una città pacifica, sicura, anche per le istituzioni europee. Vogliamo rappresentare una popolazione che può cadere vittima dell’estremismo: bisogna far comprendere ai giovani che il Belgio è il loro Paese, che sono belgi. E’ il nostro Paese, come in America. Rispettando, naturalmente, il diritto alla religione». Invece, prosegue, «il Partito Socialista ha sempre lavorato per il comunitarismo: hanno lavorato con marocchini e turchi (Ahrouch è sciita, ndr), per avere i loro voti, restare al potere ed arricchirsi. Hanno bisogno dei voti della comunità e poi trattano noi da comunitaristi». In contropartita, «danno la possibilità agli estremisti di installarsi nei quartieri, come a Molenbeek», chiudendo entrambi gli occhi. A Molenbeek «c’è una presenza incredibile di jihadisti, perché i socialisti, che hanno governato per trent’anni, hanno chiuso gli occhi davanti agli imam integralisti che venivano qui a diffondere il loro odio nelle moschee. E in cambio Philippe Moureaux», l’ex sindaco di Molenbeek, socialista,«chiedeva all’imam il voto della comunità».

Molembeek, bastione dei terroristi

Oggi Molenbeek, prosegue Ahrouch, «è tristemente conosciuta in tutto il mondo come un bastione dei gruppi terroristi». Tutto questo non è avvenuto «a causa dell’Islam, ma di chi ha governato questo Paese. Noi musulmani non vogliamo problemi: vogliamo lavorare, fare figli e vivere felici, senza problemi. I musulmani in Belgio stanno bene, amano il loro Paese: non abbiamo niente a che fare con gli estremisti». L’orientamento del Parti Islam è decisamente conservatore: «La base – dice Ahrouch – è la famiglia. Per esempio, qui si favorisce molto l’omosessualità, finanziando i Gay Pride: per le famiglie questo non si fa». Ahrouch fa un ragionamento che ricorda quello di Matteo Salvini, che ha fatto saltare i nervi a Jean Asselborn: «Se non si fanno figli – argomenta – è un problema. Allora, per rimpiazzare le persone perse, si ricorre all’immigrazione selvaggia. Noi non siamo contro l’immigrazione, però l’Europa ha accolto molte persone, ma male». E ancora: «Brava Italia, siete dei campioni del mondo del buon cuore per i rifugiati». Ma, aggiunge, «avete fatto anche troppo». In ogni caso, rassicura Ahrouch, «non siamo qui per islamizzare l’Europa, ma per pacificarla: se non facciamo niente, le cose andranno molto male».

Commenti

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  • Donald 26 settembre 2018

    Fermiamoli. Con ogni mezzo. Serve una nuova Lepanto per salvare l’europa dalla barbarie islamica.

  • Laura Prosperini 25 settembre 2018

    proprio non capisco…non riesco a capire come i poteri forti
    Rotschil, Rockfeller Soros & C.
    consentano una nuova Islamizzazione dell’Europa
    perche di questo si tratta.
    Sono così sicuri che una volta maggioranza non si riradicalizzino gli Islamici?
    Vabbè che loro detengono il patrimonio di mezzo mondo e più
    ma non tentennano, nel loro disegno di globalizzazione della finanza mondialista, nemmeno di fronte ad una minaccia Islamica più radicale?

  • Angela 25 settembre 2018

    Fermiamo l’avanzata musulmana,prima che sia troppo tardi…

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