I cinesi comprano Candy, l’ultima big degli elettrodomestici Made in Italy

venerdì 28 settembre 16:31 - di Federica Parbuoni

Con 475 milioni di euro la cinese Haier compra l’italiana Candy, l’ultima big degli elettrodomestici Made in Italy. La transizione sarà perfezionata nel 2019 e dovrà passare per la procedura regolamentare, l’approvazione delle autorità nazionali competenti e tutte le formalità del caso, ma viene ormai data come fatta dagli addetti ai lavori. L’acquisto di Candy da parte di Haier, al quale i Cda di entrambe le aziende hanno dato il via libera, fa parte di una strategia complessiva del colosso cinese per radicarsi sempre più nel mercato europeo, con particolare attenzione al settore degli elettrodomestici intelligenti nel quale Candy è leader. Secondo gli intenti annunciati dal management di Qingdao (chiamata in occidente anche Tsingao), Brugherio, la cittadina in provincia di Monza dove ha sede la Candy, diventerà il quartier generale europeo di Haier.

«Questo investimento segna una tappa importante nella strategia globale di sviluppo di Haier», si legge nella nota che dà notizia dell’operazione. «Siamo felici di entrare in Haier. Qingdao Haier e Candy Group condividono la stessa visione, che è quella di continuare a migliorare la qualità della vita delle famiglie. Crediamo che la capacità di innovazione, tecnologia e design unite allo stile italiano di Candy si integreranno perfettamente con il modello operativo di Qingdao Haier. Insieme soddisferemo meglio le crescenti richieste di prodotti più personalizzati e renderemo migliore e più semplice la vita delle persone», hanno detto Beppe e Aldo Fumagalli.

Haier, già presente in Italia nel settore della distribuzione, è il primo gruppo al mondo nella produzione di elettrodomestici e detiene il 14,3% del mercato delle lavatrici. Inizialmente, secondo fonti vicine alla trattativa citate dal Sole 24 ore, l’ipotesi di acquisizione riguardava il 20% del capitale, quota evidentemente rivista nel corso della trattativa che, secondo le stesse fonti, sarebbe iniziata mesi fa e accelerata nelle ultime settimane, quando a Brugherio si sono registrate diverse visite di delegazioni cinesi. «Non vogliamo essere oggetto d’acquisto. Stiamo facendo altro e non siamo preoccupati della concentrazione in atto», diceva nel 2014 Beppe Fumagalli, quando finalmente la famiglia era riuscita a traghettare l’azienda fuori da un grave periodo di crisi e tutt’intorno si annunciava, per dirla con le parole dell’industriale, «una lotta tra giganti globali in cerca di opportunità di crescita».

 

 

Commenti

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  • Pino 1° 29 settembre 2018

    Cultura genio stile non si comprano in farmacia… Ia fabbrica ( Cina) di tutto il mondo perdente (occidente decadente, noi) può anche comperare le attrezzature. Il problema sorge quando si cede contemporaneamente anche il knowhou e questa è una di quelle occasioni. Ho visto un’acquisto di cinesi con i loro tecnici che andavano avanti-indietro come matti nelle stanze dei montaggi per capire i segreti delle messe a punto di macchinari complessi che i nostri tecnici stavano eseguendo.. ma le loro macchine, copie esatte delle nostre, non funzionavano, finché dopo settimane accadde e da quel giorno ti mandarono via ! Occorre imparare dagli errori. L’ansia di guadagno non faccia perdere la bussola ! Se il governo non fosse incasinato… io questa fabbrica non la farei acquisire ! E’ L’ultima che abbiamo e questo è un valore, è la migliore, ha resistito finora ! Accadde con i francesi per i tubi catodici anni fa e da allora dobbiamo comprarli .. meditate e resistiamo

  • Vini 29 settembre 2018

    La cina fa schifo per quanto mi riguarda compra tutto cio’ che possono e subito produce prodotti di pessima qualita’ e cerca di distribuire per tutto il mondo e noi pappagalli aquistiamo la loro spazzatura.

  • 28 settembre 2018

    La Cina e molto più forte nel mercato Inernazionale!! E la seconda nazione più affluente del mondo..e una ottima idea di essere amici con la Cina…

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