Entrare in Chiesa è gratis, non pagate nessuno: ma neanche i cartelli salvano i turisti dai rom

giovedì 27 settembre 11:00 - di Martino Della Costa

Sos sicurezza, specie nelle basiliche e nelle parrocchie del centro storico di Roma. Cartelli, avvisi, passaparola: niente sembra funzionare per tutelare fedeli e turisti; niente sembra scoraggiare e inficiare il business criminale in appalto a giovani rom che, nelle chiese della capitale fanno il bello e il cattivo tempo appaltandosi di fatto, tra truffe, furti e borseggi, la giurisdizione dei luoghi di culto in cui agire indisturbati.

Roma, borseggi, truffe e furti in Chiesa: un business appannaggio soprattutto dei rom

Entrare in chiesa è gratuito, attenzione. Non date soldi a nessuno: non è richiesto. Pericolo borseggiatori, e chi più ne ha, più ne metta: nulla sembra scoraggiare i rom dal frodare e derubare turisti e fedeli in visita nelle chiesa romane, tanto che il Giornale, che al business criminale che imperversa nella capitale dedica un ampio e dettagliato servizio, specifica addirittura che, a San Pietro in Vincoli, «il luogo di culto che, secondo la tradizione, custodisce le catene con cui l’apostolo fu legato durante la sua prigionia a Gerusalemme, negli ultimi mesi è stato bersagliato da borseggiatori e truffatori improvvisati. Così la chiesa è stata tappezzata di piccoli manifesti bianchi che mettono in guardia fedeli e turisti dalla presenza dei ladri».

Avvisi e cartelli non scoraggiano ladri rom, truffatori e borseggiatori che in Chiesa…

Un triste primato, quello che la capitale riesce ad accaparrarsi, che ripropone sempre più seriamente il problema della sicurezza nei luoghi di culto, ormai tappezzati di avvisi e manifesti che esortano i visitatori a stare in guardia tra una preghiera e l’altra, da una navata all’altra. Gli stessi custodi, riporta il servizio del quotidiano di retto da Sallusti citando quanto reso noto dal guardiano di San Pietro in Vincoli, invitano alla prudenza e denunciano l’escalation di un fenomeno, con nuovi casi ormai all’ordine del giorno. «A volte chi si mette in fila per ricevere l’eucaristia lascia la borsa o altri effetti personali sulla panca e così c’è qualcun altro che ne approfitta per rubare», fa sapere dunque il custode di San Pietro in Vincoli, che poi aggiunge anche: «Per noi è difficile individuarli, spesso si tratta di nomadi che per passare inosservati indossano abiti eleganti oppure si camuffano da turisti, confessa rammaricato. E anche se li cogliessimo in flagrante – conclude laconico – non potremmo fare nient’altro che denunciarli alla polizia».

Una piaga che si diffonde in tutto il centro storico e non solo

E non che a Santa Maria degli Angeli, per esempio – tanto per rimanere nello schema proposto da il Giornale –  vada meglio – tanto che all’entrata della chiesa campeggia l’ennesimo avvertimento, declinato in italiano e in inglese: «Fate attenzione ai borseggiatori. Sono soprattutto i turisti ad essere presi di mira, conferma un ragazzo che sta aggiornando le comunicazioni sulla bacheca accanto al portone» e scrive il quotidiano di Milano. E analoghe situazioni si registrano da Trastevere a Campo de’ Fiori, dal Celio al rione Monti, dove tra scassinamenti ed espedienti vari, ladri e borseggiatori colpiscono nel segno e dove, la casistica e la sua frequenza confermano, occorrerebbero maggior controllo e più sicurezza in modo da evitare di costringere parroci e religiosi a dismettere la tonaca e i paramenti sacri per indossare quelli degli agenti e tutori dell’ordine – dei fedeli – che non spetterebbe a loro vestire…

 

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  • enrico 28 settembre 2018

    rom o zingari una razza di schifosi che va estinta

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