Dibba sr. smorza gli entusiasmi della fronda grillina: mio figlio alle europee? Stro…te

sabato 1 settembre 16:56 - di Bianca Conte

Rumors, sospetti, eminenze grigie e sponsor occulti, fronde, correnti e chi più ne ha, più ne metta: torna in auge il repertorio politico vecchio stampo che, stando alle indiscrezioni trapelate e montate in queste ultime ore con l’annuncio di un imminente ritorno in Italia del globetrotter Di Battista – dato per candidato favorito alle prossime europee, e cioè schierato come frontman d’assalto in chiave anti-salviniana, prima, e come competitor interno al dirimpettaio Di Maio – pare addirsi anche alla nuova politica digitale grillina: quella che sulla carta si dice capace persino di andare oltre il bicameralismo in nome del web, ma che poi inciampa nei più bieco complottismo ancient regìme e nei più triti stereotipi dietrologici da “prima repubblica”.

Di Battista candidato alle europee: rumors e complotti

E allora, a detta, per esempio, de il Giornale di Sallusti, «loro due, le anime del Movimento cinque stelle. Quella più movimentista, incarnata dal grillino ora in viaggio nelle Americhe, e quella istituzionale di Luigino, che ha portato i Cinque Stelle nelle stanze dei bottoni», sarebbero in rotta di collisione, o quanto meno schierati su posizioni contrapposte, uno il duellante dell’altro. Certo, che una corrente interna ai grillini decisamente più vicina al presidente della Camera Fico e meno incline ad appoggiare il vicepremier Di Maio – patito come in perenne rincorsa del vicepremier leghista – stia scalpitando e non da ieri, è cosa nota. Ma da qui a sostenere, come ha scritto il Giornale, ancora in queste ore, che «non solo Fico, ma anche il ministro Barbara Lezzi e Paola Taverna starebbero tifando per un ritorno nella compagine di Dibba», fa saltare agli occhi come manchino ancora parecchi punti da aggiungere all’ordito prima di parlare di vera e propria trama.

Il post del papà di Di Battista: «la peggiore stronzata mai ideata»

E così, mentre qualcuno pensa e sostiene che dagli scranni pentastellati stiano per calare l’asso con il ritorno del “figliol prodigo”, è lo stesso papà del buon Dibba a buttare acqua sul fuoco e a riportare pedine e alfieri movimentisti ai blocchi di partenza sullo scacchiere delle candidature europee: «Europa 2019. Candidare Alessandro alle europee sarebbe la peggiore stronzata mai ideata»: e basta un post su Fb, senza giri di parole, ma firmato Vittorio Di Battista, a smontare complotti e complottisti. Questa candidatura di suo figlio Alessandro (ex parlamentare e big del M5S) alle europee del prossimo anno non s’ha da fare. E non ci sarà: parola di augusto genitore convinto. E l’obiettivo, taciuto ma noto, di frenare la corsa della Lega, data dai sondaggi in superamento a destra del M5S, è destinato a restare una chimera. Così come la domanda che si trascina dietro, e riproposta in queste ore dai rumors rilanciati da Repubblica, rimane ad oggi senza una risposta, e in quanto tale la riproponiamo, retoricamente: ma il ritorno del figliol prodigo Dibba, potrà bastare?

Commenti

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  • Pino1° 2 settembre 2018

    Diba è di acuta mente….. perché correre in soccorso ora che non è ancora iniziato un vero ‘confronto’ fra le due anime dei 5 stelle, quando sarà possibile con molta meno fatica ‘lavorare’ ai fianchi indeboliti dal confronto che sarà inevitabilmente duro fra i due schieramenti e cogliere messe più abbondante ? Esattamente come x la dx!

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