Conti pubblici e Tap, caos nel governo. FI: «Grillini devastanti per l’Italia»

domenica 2 settembre 17:54 - di Valerio Falerni

Manovra, reddito di cittadinanza, grandi opere: tutto sembra minare la stabilità del governo. Più per responsabilità della stessa maggioranza che per meriti dell’opposizione. Infatti, per un Tria che s’affanna a tranquillizzare Bruxelles e i mercati assicurando che la legge di stabilità attualmente in cantiere (il Def sarà presentato alle Camere il 20 settembre) non violerà la fatidica soglia del 3 per cento del rapporto deficit-pil , c’è subito un Di Maio pronto a portare all’incasso la cambiale del reddito di cittadinanza, il cui costo a regime si aggira sui 19 miliardi. Ora ne servono almeno due per riorganizzare i Centri per l’impiego: «Deve partire dal 2019 e le relative risorse vanno trovate ora», ha sentenziato con il tono di chi non ammette discussioni.

Governo: Tria e Di Maio divisi sulla manovra

Più o meno lo stesso concetto espresso dal viceministro leghista Garavaglia, anch’egli favorevole al superamento della soglia fissata a Maastricht. A patto, però, che il deficit in eccesso serva al finanziamento delle grandi opere. Ma per il governo giallo verde è come saltare dalla padella nella brace dal momento che anche quello delle infrastrutture è un tema tabù per la maggioranza. Prova ne sia che proprie in queste ore il grillino Alessandro Di Battista, parlando in videocollegamento dal Guatemala alla festa del Fatto Quotidiano in corso in Versilia, ha smentito sul Tap, il gasdotto che dovrà essere realizzato sulle coste pugliesi, lo stesso premier Conte che ne aveva assicurato la realizzazione a Donald Trump nel corso del recente viaggio negli Usa.

E sulla Tap Di Battista smentisce Conte

Una vera confusione che l’opposizione ha avuto buon gioco ad evidenziare: «Bisogna che si mettano d’accordo, le chiacchiere stanno a zero», avverte Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia al Senato. Più decisa la stoccata del suo collega Maurizio Gasparri: «Il governo a trazione grillina – incalza l’ex-ministro – vuole fare sprofondare l’Italia in un baratro. Bisogna riunire rapidamente il centrodestra per riportarlo al governo e attuare programmi di sviluppo, di crescita e di modernizzazione di cui l’Italia ha assoluto bisogno. I propositi annunciati da Di Maio – conclude – sono devastanti». Infine, Mara Carfagna: «Sulla Tap – argomenta la vicepresidente di Montecitorio – l’Italia e il governo stanno facendo una brutta figura, ma sono gli italiani a rischiare di pagare bollette del gas ancora più salate».

Commenti

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  • Giacomo Puliatti 3 settembre 2018

    Questi qua mi fanno incazzare fino all’inverosimile!! tutti sono stati al Governo e tutti ora si schierano contro! ma io dico…con quale faccia di mingh.. si fanno vedere ancora in giro? Questi e quelli della sx non vogliono capire che sono delle nullità che vanno a …MORIREEEE!!!!

  • Giacomo Puliatti 3 settembre 2018

    Questo è come tanti altri che fanno finta di essere eroi e poi si scopre che sono solo dei conigli!!! E NON DI CO ALTRO…PERCHE’ NON E’ NECESSARIO…….

  • NOEURO 3 settembre 2018

    A Gaspà….. nun dì cazzate !!!
    FI e Fd’I. = PD
    Le figure ibride come Tria, Fico, Toti, tajani e molti altri abusivi e ambigui, scelgano che lavoro vogliono fare nei prossimi 4-8 anni, oppure si DIMETTANO…..
    I PARAMETRI di MAASTRICHT andranno messi nel cassonetto del secco ed inceneriti.
    Senza spesa a deficit, nessun fondamentale macroeconomico potrà migliorare.
    La spesa a deficit in investimenti per STRADE PONTI OSPEDALI SCUOLE FERROVIE PORTI AEROPORTI ed altri….
    è l’unica altrrnativa al piano C, cioè all’uscita dalla UE, come la GB e conseguente collasso della moneta unica e della DITTATURA della BCE e SEBC

    • Giacomo Puliatti 3 settembre 2018

      A NOEURO: chiedigli che fine hanno fatto i soldi dei governi con i quali si sono spartiti le comode poltrone, e visto che ci sei… chiedigli quanti sono i soldi mancanti dalla casse dello Stato alle quali attingevano ” A LARGHE MANI!!”

  • Giovanni Acquaviva 3 settembre 2018

    Non è facile! Proprio forza Italia nel ’94. poi nel 2001 e nel 2008 promise di tutto di più agli Italiani. Mantenuto: ZERO. Risultato: elettori in fuga e un partito ridotto ai minimi termini. Questo i grillini lo hanno visto e vissuto e se lo ricordano. Sanno quindi che, se non mantengono almeno in buona parte le promesse elettorali, spariranno anche loro come f.I. La Lega può contare su promesse già in parte mantenute (la lotta senza quartiere all’invasione) e altre che è meno difficile mantenere (la legittima difesa ad es.), anche perché i suoi elettori sono maturi e sanno benissimo che la flat-tax non si può realizzare dall’oggi al domani, ma esistono tempi lunghi. Meno maturi e pazienti gli elettori grillini, soprattutto a sud, quelli che il 5 marzo affollavano sindacati e affini cercando i moduli per la domanda di reddito di cittadinanza. Se volete un consiglio, cari Fratellini Italiani, state vicini a Salvini e portate un po’ di pazienza, perché non passerà molto prima che l’innaturale e scricchiolante intesa col variegato mondo grillino entri in crisi irreversibile e a quel punto sarete chiamati a decidere da che parte stare.

  • Laura Prosperini 3 settembre 2018

    credo che la Tap vada fatta,
    è una grande opera e darà lavoro a moltissimi Italiani
    inoltre è strategica politicamente (richiesta direttamente da Trump)
    (La Tav, invece, non mi convince neanche un po…)
    Al via le “grandi opere” e le “grandi manutenzioni e ammodernamenti” di cui l’Italia ha tanto bisogno
    e… lavoro a migliaia d’Italiani (così ripartono tutti i mercati interni ed…il PIL).
    No austerity (che impoverisce)
    SI a grandi opere!!!

  • Mauro 3 settembre 2018

    Sono importanti sia il reddito di cittadinanza sia la flat tax sia la Fornero però il reddito di cittadinanza mi sembra quello maggiormente necessario: Per quanto riguarda la flat tax è necessaria immediatamente solo per i privati mentre la Fornero è immediatamente necessaria solo per i lavori più duri. Personalmente tutti vorremmo andare in pensione con 40 anni di contributi e la cosa mi sembra giusta ma molti come me che lavoro sopratrutto dietro una scrivania il lavoro potrebbe continuare anche oltre i 65 anni. Inoltre faccio presente all’on. in questione che la flat tax costa molto più del reddito di cittadinanza.

  • Angela 3 settembre 2018

    Gasparri è da una vita che è in Parlamento,in questi anni ha cambiato anche partito più volte,quindi è stato anche al governo,ora dica a tutti gli Italiani che cosa hanno fatto i governi dove lui ha militato,per gli Italiani,la smetta di blaterare e soprattutto la smetta di inseguire un sogno inesistente,mi riferisco al ritorno di forza Italia al governo che non avverrà mai se il tuo partito continua ad essere a favore di questa brutta UE.

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