Chiede quaderni nuovi per fare i compiti, il padre tunisino la prende a sediate

mercoledì 26 settembre 12:10 - di Redazione

È tornato a casa ubriaco e, quando la figlia 16enne si è lamenta perché non le aveva comprato i quaderni e lo zaino per andare a scuola, l’uomo, 54 anni, tunisino, è andato su tutte le furie e ha iniziato a picchiarla selvaggiamente. La madre, che ha cercato di difendere la figlia, è stata a sua volta tempestata di pugni e calci, sotto lo sguardo, fra l’altro, degli altri due fratellini più piccoli. La minorenne è però riuscita a chiamare con il cellulare il commissariato di polizia di Imola e gli agenti, accorsi sul posto, sono riusciti a fermare in tempo la furia del padre.

La ragazza e la madre sono state entrambe medicate in ospedale, la prima con una prognosi di 21 giorni e la seconda di dieci. È accaduto, racconta Quotidiano nazionale nella notte tra il 16 e il 17 settembre, in centro a Imola: la polizia, dal momento che l’uomo stava scontando una pena di due anni ai servizi sociali, ha comunicato al Tribunale l’aggressione alle due donne. Subito è stato disposto che il tunisino tornasse in carcere a Bologna, dove si trova attualmente. Madre e figlia hanno raccontato agli agenti di essere state vittime di altre aggressioni e violenze, ogni volta che l’uomo tornava a casa ubriaco.

Stavolta a scatenare l’ennesimo raptus, la semplice richiesta della figlia di uno zaino e alcuni quaderni. La ragazza, che fra l’altro è una studentessa modello, stava portando a mano i libri. Non avendo quaderni nuovi, inoltre, stava utilizzando il retro delle copertine di quelli usati negli anni scorsi. Quando la ragazzina ha fatto presente al padre di non avere il materiale per poter fare i compiti e studiare, l’uomo si è scagliato contro di lei con pugni al volto. La madre ha tentato di frapporsi tra il marito e la figlia, ma anche lei è stata colpita con pugni alla schiena e calci alle costole, riportando traumi in tutto il corpo. L’uomo ha lanciato una sedia contro la figlia, che si è ferita gravemente a un polso e all’anca sinistra.

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