Brexit, la May smentisce le bufale Ue: da noi tasse più basse dopo l’uscita

mercoledì 26 settembre 14:56 - di Antonio Pannullo

Dopo le bufale sui fantomatici rischi della Brexit diffuse dai media di sinistra in campagna elettorale, ora la premier inglese Theresa May userà la platea dell’assemblea generale dell’Onu per promuovere la Gran Bretagna post Brexit. Secondo le anticipazioni fatte circolare da Downing Street, la premier britannica annuncerà che il Regno Unito istituirà per le imprese la “tassazione più bassa” tra le nazioni del G20. “La Gran Bretagna post Brexit sarà inequivocabilmente una Gran Bretagna a favore delle imprese”, dirà la May al Bloomberg Global Business Forum, che si svolge oggi a New York a margine dei lavori dell’assemblea generale. La Gran Bretagna, dirà ancora la premier, offrirà alle imprese che investiranno nel Paese non solo vantaggi fiscali, ma anche un’industria di servizi e un centro finanziario, la City, che sono “invidiati in tutto il mondo”. Considerazioni simili verranno fatte dalla May nel suo discorso di oggi al Palazzo di Vetro, promettendo di costruire un’economia che sarà “ricca di conoscenza, altamente innovativa, di grande competenza e qualità, ma con una tassazione bassa e leggi intelligenti”. Ma la Ue e la Francia ancora non hanno capito che rischiano di far uscire altre nazioni con il loro comportamento: anziché tentare di migliorare la Ue, se la prendono con chi ha legittimamente deciso di lasciare Bruxelles al proprio destino: secondo Parigi, consentire al Regno Unito di lasciare la Ue, ma di continuare a godere dei vantaggi dell’adesione, “sarebbe un suicidio”, ha detto il ministro delle Finanze francese, Bruno Le Maire, secondo quanto riportato dal Financial Times. La strategia della May, ha incalzato Le Maire, “non torna” e comporterebbe “la fine dell’Europa”. “Dispiace dirlo brutalmente – ha detto ancora il ministro francese – ma per noi conta di più il futuro dell’Europa che quello del Regno Unito”. Per Le Maire, “qualsiasi decisione che dia ai cittadini l’impressione che si possa lasciare l’Unione europea, mantenendo tutti i vantaggi sarebbe un suicidio”. Le parole di Le Maire riprendono quelle già pronunciate la scorsa settimana da Emmanuel Macron in occasione del vertice informale Ue di Salisburgo. La Brexit non sarà “senza costi” o “conseguenze” per Londra, aveva detto il presidente francese. Insomma, la Ue non si rimbocca le maniche tentando di rimediare ai disastri,ma continua la sua guerra contro chi non condivide le follie dei burocrati di Bruxelles.

Commenti

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  • Renata Bortolozzi 27 settembre 2018

    ma la May non si mostra forse sempre “pappa e ciccia” con Macron? Forse la dignità è una caratteristica che non riguarda i politici, abituati a mentire come bugiardi patologici.

  • Aurora De palma 27 settembre 2018

    Forse sono molto semplice di pensiero, ma sono convinta di ciò che penso, e dico. Ognuno di noi ha risorse per farcela in ogni campo, la cosa importante è accettare di farcela con i propri mezzi e sapendo che il domani potrebbe essere faticoso. Se poi l Inghilterra avrà bisogno di aiuti….. il mondo è pieno di interlocutori, nn esiste solo l ‘Unione Europea che di Unione nn ha e nn ha avuto nulla. Agendo così nn si rischia di essere fagocitati, come l Italia che si è addirittura svenduta materialmente ed anche politicamente, nn portando a casa alcun vantaggio, anzi, ci siamo persi per strada, e che strada, malmessa, poco dignitosa faticosa e distruttiva. se questo vi piace, ditelo alla May così nn rischia nulla dall’Europa………

  • NOEURO 27 settembre 2018

    Sulla centrale finanziaria della City, la finanza parassita e tossica MADE in UK & USA, (carta straccia speculativa) HO DEI GRANDI DUBBI, prima o poi è destinata ad esplodere….
    La natura stessa degli investimenti sarà il detonatore (si dice), di un ordigno che gli stessi “adepti” rimuovono sistematicamente dalla loro stessa mente.
    Investimenti a forte “leva” che dovrebbero già essere stati banditi. La May non sa o finge di non sapere che quella non è economia produttiva, che migliora la vita del 99,99%….
    Quella è ancora finanza, con il 95% del denaro generato con debito, finanza OTC, fuori controllo, fuori dai libri contabili, “shadow banking” con filiali nei più lontani paradisi fiscali. Uno scenario teatrale che ti fanno credere produca benessere e ricchezza. Invece è una “caldera” che emette esalazioni tossiche, non percepibili dalla “gente”, ma che loro, i rentiers, ed i “fake bankers” delle elites, quelli che vogliono continuare a condizionare ( per avidità) il futuro del 99,99%, questo scenario, continuano a tenerlo vivo come prima del 2008, non rendendosi conto che il “risveglio delle menti” è in atto…
    Fanno benissimo a ripudiare il manicomio criminale della UE & c
    ma che non usino la City ad esempio, per elevare la GB a Stato con fiorente economia……

  • Alfonso 27 settembre 2018

    E l’Italia quando uscirà da questa finta “Europa unita ?” Non si è stanchi di umiliazioni e di colpi di stato contro l’Italia da parte di Francia e altri stati del nord europa, invidiosi dei traguardi che si potrebbero raggiungere senza questa palla al piede? Tutti ci ordinano, tutti ci comandano e loro fanno quello che vogliono. C’è qualche politici con, almeno, metà coraggio della May?

  • Antonio Madeddu 26 settembre 2018

    Non è corretto dire che la Francia se la stia prendendo con chi ha legittimamente scelto di lasciare la UE: ha semplicemente detto nuovamente una cosa già nota da almeno due anni, ossia che la Gran Bretagna non può scegliere di godere della libertà di circolazione dei beni senza accettare le altre 3 che fanno parte dei 4 pilastri del mercato comune europeo.
    Insomma, vuole essere libera di poter scegliere domani di comprare i suoi beni etc dove vuole come un qualsiasi Paese terzo, ma godere dei vantaggi di un socio (non contribuente) quando si tratta di vendere le sue merci nel mercato comune europeo, con indubbi vantaggi rispetto agli altri Paesi terzi (es. USA) ed anche sugli stessi Paesi della comunità europea, che si fanno carico di oneri per sviluppare aree (soprattutto l’Est Europeo) a beneficio anche della Gran Bretagna.
    Insomma, è come quel socio del club di golf che disdice l’abbonamento perché vuole risparmiare la quota ma vuole continuare a giocare a golf ed accampa scuse varie e strampalate per ottenere ciò cui giustamente non ha più diritto.
    Non si dimentichi, che ha procurato miliardi di euro di danni a Francia, Italia, Germania etc. per aver ostacolato ed anzi favorito l’importazione illegale di manufatti di cotone dalla Cina, ben conscia della distruzione di posti di lavoro che avrebbe creato nell’Europa continentale nonostante tutti i rapporti delle autorità europee.

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