Bimbi sfrattati dai giardinetti: i pusher africani s’impadroniscono del parco

lunedì 17 settembre 10:06 - di Martino Della Costa

Via i bambini dai giardinetti: l’intera area, scivoli, altalene e aiuole con sabbia dedicate fino a poco fa all’intrattenimento dei più piccoli e frequentata dalle famiglie di Milano e dintorni – per l’esattezza stiamo parlando del parco situato tra via Fabrizi e via PalizziQuarto Oggiaro – a partire dal pomeriggio diventa la zona di spaccio di immigrati africani provenienti dalle più diverse regioni del continente nero, che ne hanno fatto il loro centro di smistamento e vendita. Uno scenario a dir poco avvilente che non può e non deve compenetrare due realtà così diverse e incompatibili e che mette a rischio l’incolumità stessa dei più piccoli…

Milano, via i bimbi dai giardinetti

Come riporta il sito de il Giornale che all’inquietante caso dei giardinetti di Quarto Oggiaro dedica un ampio servizio, infatti, scivoli, piccoli prefabbricati in plastica e aiuole sono stati trasformati da nigeriani, ivoriani, magrebini e gambiani in depositi improvvisati e sommari nascondigli di bustine di cocaina, dosi di eroina, erba, fumo e tutto ciò che concerne droga e sballo. tutto quello che non dovrebbe mai capitare a portata di bimbi in fasce e ragazzini. Come riporta il quotidiano milanese, allora, «sacchetti di droga, coltelli e bilancini di precisione sono stati trovati sotto gli scivoli dei giardinetti, oppure nei pressi delle altalene. Della droga è stata rinvenuta anche all’interno di calzini da uomo gettati tra le fronde degli alberi. L’ingegnoso stratagemma per eludere i controlli dei carabinieri e tentare di ingannare il fiuto dei cani antidroga è stato ideato da un nigeriano 23enne, tale Emanuel Ikwuakam, poi comunque arrestato con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti».

Il parco presidio di gang di pusher africani

Una situazione al limite e non più tollerata dai residenti della zona che da tempo ormai denunciano di non avere più pace, malgrado gli arresti siano ormai all’ordine del giorno: anche perché le gang di immigrati africani da avviare al traffico di droga, pur decimate da denunce e fermi, riescono a ricostituirsi in breve grazie all’ingresso di nuovi elementi. E così, il paesaggio ha modificato progressivamente il suo aspetto: e i giardinetti un tempo popolati di bimbi e famigliole sono diventati ghetti di spaccio, con grande rabbia di chi prova da tempo a contrastare il fenomeno, con inaccettabile frustrazione dei bambini, e paura dei residenti che,hanno visto trasformare quell’area verde in una latrina a cielo aperto e in un improvvisato Bronx.

La rabbia dei residenti e delle famiglie

E tutto in quartiere notoriamente afflitto da annose problematiche e già messo a dura prova dall’esistenza a breve distanza tra loro di ben due strutture di accoglienza dedicate ai senza dimora. Certo, specie negli ultimi periodi, i controlli da parte delle forze dell’ordine, coadiuvate da unità cinofile, e le iniziative intestate alla sicurezza si sono intensificati – prova ne sono gli arresti di appena due sere fa di 4 pericolosi pusher gambiani, tutti con precedenti alle spalle e già raggiunti in un paio di casi da divieti di dimora nel Milanese o da decreti di espulsione regolarmente ignorati – ma nessuno tra i residenti, ormai, crede più provvedimenti e e decreti, carte bollate e moniti orali, porteranno mai a qualcosa di effettivo e, dunque, a qualcosa di concretamente positivo per il quartiere…

Commenti

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  • marco 19 settembre 2018

    l’unica alternativa e’ un uomo solo al comando che deve ripulire l’italia da questi scarafaggi !!! oltre agli scarafaggi, ai politici di sinistra e anche quelli di centro ( che sono peggio dei rossi) , e alle toghe rosse !!!

  • gianni 18 settembre 2018

    l’ idea di inviare la folgore e’ fantastica ed meglio ancora di non fare prigionieri,siamo arrivati al peggio e sapete quale e’ il colmo?giudicare un ministro che non ha permesso lo sbarco di questi delinquenti

  • Lorenzo 18 settembre 2018

    Arrestarli non serve cecchini e fuoco a volonta tanti questi non hanno utilità x il mondo

  • 17 settembre 2018

    Chiamate l’esercito è fate arretrate e fuori di Italia.. se non volete una generazione addetta alla droga.

  • Pino1° 17 settembre 2018

    Circondare Polizia-Municipale-Carabinieri-Cani antidroga della GdF e perché no, Parà ! Guanti,
    manganello da ‘sgombero’ (Quello lungo)Fascette, capsicum, taser, cani, cani, cani e se non bastano..cani ! Introdurre in -queste- operazioni i riot gun (sud americani) in alternativa togliere la ruggine agli spas caricati a palle di gomma ed ovviamente, mefisto x tutti ! Lasciano una traccia indelebile nei quattro neuroni rimasti da schaboo & c. tutti sdraiati a terra manette dietro e mettere in processione pubblica quando uscite stampa tv e sana pubblicità i negri conoscono SOLO questo sistema di gestione da dove arrivano, invitare la popolazione del quartiere, applausi a cielo aperto, forse capiscono che non ci devono tornare. Poi però incominciano le dolenti note…. i magistratelli rosselli
    e tutti liberi e belli… Va coinvolta la popolazione autoctona del quartiere!!

  • Roberto 17 settembre 2018

    … un problema che non avrà mai soluzione. L’unico metodo efficace per bonificare la zona, per un Paese davvero civile che ha a cuore il benessere del proprio Popolo, sarebbe quello di inviare un commando della Folgore con l’ordine di non fare prigionieri…

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