Uccide la figlia nel sonno a colpi d’ascia e la fa a pezzi: «Non ne potevo più»

14 Ago 2018 9:02 - di Fabio Marinangeli

Ha perso la testa, non sopportava più quelle discussioni in casa. Ha iniziato a considerare la figlia come una rivale, un’avversaria da sconfiggere, una nemica. E alla fine l’ha eliminata nel peggiore dei modi. Lei è una quarantanovenne, Tatiana Degirmendzhy, di Chaychovsky, in Russia. La figlia aveva18 anni e si chiamava Yulia. Dopo l’ennesima lite, la ragazza è andata a letto e si è addormentata. La madre ne ha approfittato per prendere un’ascia, colpirla ripetutamente, massacrarla e farla a pezzi. L’ha lasciata in una pozza di sangue ed è corsa in stazione, dove è salita sul primo treno in partenza. A scoprire il cadavere di Yulia è stato il fratello Sertan, 22 anni, quando è rincasato. Ha chiamato la polizia che ha arrestato Tatiana il giorno dopo, mentre saliva su un treno a una cinquantina di chilometri dall’abitazione. Quando è stata arrestata e interrogata, si legge sul Messaggero, Tatiana (che ora rischia almeno 15 anni di carcere) ha confessato l’omicidio senza mostrare grandi segni di pentimento. «Mia figlia era troppo polemica – ha detto ai poliziotti – Se avessi avuto altre sette figlie come lei le avrei uccise tutte, una dopo l’altra». Il raptus che l’ha portata a uccidere sua figlia non è stato passeggero: la sua mente è andata completamente in frantumi.

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