Terence Hill ricorda il bombardamento di Dresda: “Ero bambino nella Germania nazista…” (video)

mercoledì 29 Agosto 14:32 - di

“Ciò che una bomba fa a un bambino dura tutta la vita”. A parlare è l’attore e regista Terence Hill nelle dichiarazioni pubblicate oggi dalla rivista tedesca “Bunte” dove ricorda una pagina della sua vita poco nota: la sua testimonianza come vittima dei bombardamenti degli anglo-americani, nella Germania nazista. L’attore e regista 79enne si trova in Germania, dove ha vissuto per circa due anni quando era bambino, per promuovere il suo nuovo lungometraggio, Il mio nome è Thomas, che uscirà questa settimana nelle sale tedesche. Hill, il cui vero nome è Mario Girotti, nacque a Venezia il 29 marzo 1939, dal chimico italiano Girolamo Girotti e Hildegard Thieme, originaria di Dresda; nel 1943, a quattro anni di età, si trasferisce con la famiglia in Germania, presso Lommatzsch (Sassonia), cittadina dei nonni materni, dove trascorre la primissima infanzia proprio durante i bombardamenti anglo-americani della seconda guerra mondiale. Ritorna poi in Italia nel 1945, all’età di sei anni, sempre con la famiglia.

Il trauma vissuto da Terence Hill

«Da Lommatzsch ho assistito al bombardamento di Dresda, tutto era completamente rosso, ciò che una bomba fa a un bambino dura tutta la vita, anche se non è ferito», ha detto l’attore, aggiungendo: «Ho avuto incubi fino all’età di 30 anni. E quello che succede in Siria oggi mi fa arrabbiare. Siamo senza cervello».

Che cosa accadde a Dresda

Con Hiroshima e Nagasaki quello di Dresa più il più atroce bombardamento della storia dell’umanità. L’evento fu oggetto di un lunghissimo dibattito sul fatto che debba essere considerato o no un crimine di guerra.   Il 13 febbraio del 1945 più di 800 bombardieri inglesi della RAF (Royal Air Force) colpirono la città di Dresda in due diverse ondate, scaricando sul terreno circa 1500 tonnellate di bombe esplosive e 1200 tonnellate di bombe incendiarie. Il bombardamento notturno degli inglesi creò una “tempesta di fuoco” con temperature che raggiunsero i 1500 °C , i vasti incendi si protrassero anche molte ore dopo l’attacco, non lasciando scampo alla popolazione civile. Il giorno seguente la città venne bombardata dai B-17 americani che in quattro raid riversarono su Dresda 1250 tonnellate di bombe. L’ultimo bombardamento avvenne la mattina del 15 febbraio ad opera di 200 bombardieri statunitensi su una città ancora in fiamme, in pochi giorni i bombardamenti degli Alleati distrussero quasi totalmente la città di Dresda, provocando almeno 150mila morti, quasi tutti civili, ma secondo alcune stime le vittime sarebbero state il doppio.

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