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Ponte Morandi, Di Maio: «Se ne farà carico lo Stato». Ma Giorgetti frena

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  1. Tita ha detto:

    Osservo le vicessitudini del ponte Morandi di Genova. Cercano di scaricare le colpe a costruttori e progettisti, azzardare ipotesi di attentato, si sventolano perizie di stabilità del ponte che puzzano di yes men. Ma moralmente e tecnicamente le colpe sono del gestore. Ipenditori della new economi dove il rischio è differenziato sui manager a loro volta istruiti per diffetenziarlo e intorbidirlo, il rischio alla fine viene spalmato sulla societa. L’ingegneria meccanica soccombe sotto le pressioni dell’ingegneria gestionale.
    Mi auguravo che la disgrazia del ponte fosse trasformata in una opportunita per migliorare la viabilità e diminuire i rischi. Mi aspettavo un incarico a tutte le universitá italiane per un nuovo ponte, dando line guida semplici. Studiare un nuvo ponte attraverso due progetti differenziati. Uno con la struttura rinvorzata sotto il ponte (senza bretelle) e altro rinforzata superiormente. Valutando la possibilita di corsie di scorrimento sovrapposte e magari differenziate per il traffico pesante. Dando magari deroghe x utizzo di materiali anti corrosione attualmente considerati inquinanti per il loro processo produttivo. (Alla lunga in un opera del genere risultano a meno impatto ambientale di continue manutenzioni).
    Mi ritrovo a osservare che la fretta di fare il ponte sembra essere affidata al blasonato primo che arriva… L’ingegneria meccanica soccombe sempe a tutti… e cosi di ponti che son sicuri non se ne fanno.

27 Agosto 2018 alle 13:41