Lo scrittore spagnolo Aramburu: «Una follia accogliere tutti i migranti»

2 Ago 2018 15:19 - di Redazione

«Il razzismo è fondato sulla ignoranza, per me è assolutamente impensabile emarginare una persona solo per il suo aspetto o la sua provenienza geografica. Secondo me il razzista è una persona ignorante, vittima del suo stesso modo di agire e pensare. Una persona con poca, pochissima personalità». A parlare è Fernando Aramburu, lo scrittore spagnolo autore del bestseller Patria che sabato riceverà il premio Giuseppe Tomasi di Lampedusa a Santa Margherita Belice. «Il razzismo è fondato sulla insicurezza – dice ancora lo scrittore -. Una persona equilibrata non ha reazioni scomposte, non è un razzista. Solo chi ha complessi di inferiorità può essere un razzista».

Aramburu ha vinto il premio “Tomasi di Lampedusa”

Però l’autore, Premio Nacional del Narativa 2017 e del Premio Strega Europeo 2018, mette anche in guardia: «Ma accogliere tutti i migranti non è la soluzione, perché non è giusto se poi queste persone vengono abbandonate a loro stesse». Parlando della Spagna, dove ha ambientato il suo libro Patria,  Aramburu, dice che il Paese «rappresenta un caso singolare». «Assistiamo tutti i giorni all’arrivo in massa di africani, la Spagna è concentrata troppo su se stessa, non ha una geostrategia da mettere in atto. Più che altro definirei la Spagna non un paese ma un vicinato». E racconta che vive, da 33 anni, «per motivi sentimentali» in Germania, ad Hannover, dove ha sposato una donna tedesca. «Io in Germania sono ancora considerato uno straniero – dice – forse il mio aspetto fisico non aiuta. La gente mi guarda con aria sospetta. Se, invece, vado in giro con il mio cane, allora questi sguardi scompaiono. Mi sorridono e mi abbracciano. Insomma, per integrarsi avere un cane è fondamentale».

«Gli africani sbarcano in massa. Chi se ne fa carico?»

Parlando del fenomeno dell’immigrazione Aramburu dice: “Due anni fa il governo tedesco ha accolto 1,2 milioni di profughi ma questa vicenda è stata gestita male, perché la Germania non è riuscita a raggiungere buoni accordi con i Paesi vicini e ha fatto entrare in massa i profughi senza registrarli. Non si tratta solo di lasciare una porta aperta – ha aggiunto – ma di collocare queste persone poi nella società. Bisogna aiutarli a trovare un lavoro, una casa, questo richiede organizzazione». Per lo scrittore da quasi un milione di copie, «l’idea sarebbe quella di fare in modo che l’arrivo dei migranti potesse essere gestita meglio». E conclude: «Sono convinto che uno dei principi fondamentali che tutti dovremmo seguire è quello dell’umanità».

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