Casciello (FI) a Crimi: «No ai tagli all’editoria, così uccidete l’informazione” (video)

mercoledì 8 Agosto 11:41 - di

In audizione alla commissione Cultura di Montecitorio, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’editoria, Vito Crimi, ha confermato le linee guida già esposte quindici giorni fa annunciando per settembre l’apertura di un tavolo allargato a cui prenderanno parte tutti gli addetti ai lavori.  Tre i tavoli previsti: uno sul diritto d’autore, uno sulla filiera del settore e uno sul giornalismo e sul nuovo modo di accedere ed esercitare la professione giornalistica. Crimi ha annunciato l’intenzione di rivedere i contributi all’editoria spostando le risorse dal sistema degli editori ai lettori e paventanto l’abolizione dell’Ordine dei giornalisti, da sempre un cavallo di battaglia dei Cinquestelle. Non positiva la replica del presidente dell’Ordine, Carlo Verna: «Sì alla riforma ma nessuna minaccia abolizionista».

Nell’ambito del dibattito che è seguito alla relazione, molte le critiche dei deputati, tra cui Anna Ascani, capogruppo Pd in commissione Cultura, secondo cui «il governo sull’Ordine dei giornalisti non ha le idee chiare, mentre non ha detto poco o nulla sulle agenzie e il diritto d’autore» mentre per Gabriele Toccafondi, di Civica Popolare, «c’è ancora troppa confusione su fondi diretti e indiretti, diritto d’autore, Ordine». Tra i più duri, il giornalista, già direttore di diverse testate, Gigi Casciello, parlamentare salernitano di Forza Italia, secondo cui “il governo gialloverde vuole sopprimere l’Ordine dei giornalisti, ridurre i fondi per l’editoria e puntare sul’ informazione condivisa e sui social manager”. «Così si uccide l’informazione corretta e si dà un colpo mortale all’Editoria. Faremo di tutto per fermarli», è la sintesi dell’intervento, che vi proponiamo nel video seguente. 

 

Commenti

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  • Laura Prosperini 8 Agosto 2018

    niente fondi pubblici ad editori privati
    chi vuole essere “proprietario” dei giornali o altri mass media
    lo faccia ma, ovviamente, a sue spese
    e non a spese dei cittadini.
    Inoltre, sarebbe il caso di istituire un dipartimento o un ministero
    per l’informazione culturale e scientifica, indipendente e pubblico
    che possa realizzare edizioni specifiche rivolte a tutti i cittadini.

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