Tragedia nella casa romana di Berlusconi: militare campano si suicida

domenica 29 luglio 17:13 - di Robert Perdicchi

E’ andato nel bagno di servizio di Palazzo Grazioli e si è sparato un colpo di pistola con l’arma di ordinanza. La tragedia a Palazzo Grazioli si è consumata in pochi attimi: il caporal maggiore Enrico De Mattia, inquadrato nell’operazione Strade Sicure, si è tolto la vita ieri nella residenza romana di Silvio Berlusconi durante il turno pomeridiano, intorno alle 15: il giovane – originario di Angri (Salerno) e proveniente dal 1° Reggimento Granatieri di Sardegna – sarebbe entrato in un bagno del palazzo portando con sè la pistola d’ordinanza e si sarebbe sparato in testa. Il suicidio è stato confermato  anche dal Presidente della Commissione Difesa alla Camera, il grillino Gianluca Rizzo. De Mattia era effettivo al 1° Reggimento Granatieri di Sardegna e, per l’operazione “Strade Sicure”, era inquadrato nel “Complesso Foxtrot, 2°gruppo tattico, Task Force 1 del Raggruppamento Lazio Umbria Abruzzo”, comandato dal generale di brigata Paolo Raudino, che riveste il ruolo di comandante della Brigata Granatieri, come riporta ancora il portale GrNet.it.

Si tratta del terzo suicidio in sei mesi di un militare impegnato nell’operazione Strade Sicure. A febbraio 2018 un bersagliere di 29 anni, originario di Taranto, si è tolto la vita nello stesso modo del caporale salernitano, nella stazione metro di Barberini al centro di Roma. A dicembre 2017 un altro Granatiere di stanza a Spoleto si è impiccato mentre era in licenza dopo il periodo di servizio nell’operazione.

“Non esistono parole adeguate quando ci si trova a vivere tragedie come queste. Il mio pensiero va alla famiglia del caporal maggiore Enrico De Mattia; le mie più sentite condoglianze”, è il messaggio del Sottosegretario alla Difesa Raffaele Volpi che, insieme al ministro Elisabetta Trenta e al suo collega sottosegretario Angelo Tofalo, partecipa al cordoglio espresso per il caporal maggiore morto suicida a Palazzo Grazioli.

Commenti

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  • lucio 30 luglio 2018

    Anche questi nostri figli stanno pagando il prezzo dell’accoglienza, se fossero caduti africani,la sinistra avrebbe nuove motivazioni per far propaganda politica

  • lamberto lari 30 luglio 2018

    Chissà come mai si suicidano, nessuno se lo chiede??? Ore e ore fermi in mezzo a una strada con qualsiasi tempo! Non c’è cosa peggiore che la monotonia quotidiana di questi tipo di servizi……probabilmente utili effettuati da militari giovani e pieni di entusiasmo e di adrenalina che non trova certo sfogo in questo tipo di servizi. I sig,i Generali devono gestire con più intelligenza queste situazioni ma forse il peso dell’età e dei nastrini messi in bella mostra sulle divise obnubilano il ricordo di quando anch’essi giovani facevano ore e ore e giorni di piantone…sempre che li abbiano effettuati questi servizi…….è presunzione pensare che non basta semplicemente coprire dei turni? I nostri militari desiderano di più non foss’altro che un po’ di umanità!

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