Thailandia, i bambini ancora prigionieri nella grotta: servono 4 mesi per tirarli fuori (VIDEO)

martedì 3 luglio 11:18 - di Lara Rastellino

Magri, sporchi di fango e seduti a terra l’uno accanto all’altro. A illuminarli solo una torcia. e, sopratuttto, affamati e spaventati: è in questa immagine simbolo di un miracolo tutto thailandese – pubblicata in un video dall’unità di elite della Thailandia – che può riassumersi il dramma ancora in corso dei 12 ragazzini prigionieri di una grotta, e la gioia del loro ritrovamento dopo 9 lunghi, interminabili giorni. Nove giorni senza cibo, senza luce, senza la certezza di essere ritrovati, magari in tempo. Quasi senza speranza, e invece: alla fine i soccorsi ce l’hanno fatta e i 12 baby calciatori prigionieri nel ventre della Terra sono stati localizzati e accuditi, per quanto possibile. Raggiunti e soccorsi, finalmente, dopo essere stati inghiottiti dal tempo e dalle profondità dello spazio, dopo aver resistito e tenuto il mondo con il fiato sospeso.

Thailandia, sono vivi, provati ma vivi, i 12 ragazzini prigionieri in una grotta

Ma alla fine ce l’hanno fatta: denutriti, provati, visibilmente fiaccati dalla drammatica esperienza, ma vivi. Sono stati trovati tutti vivi i 12 baby calciatori dispersi in una grotta della Thailandia con il loro allenatore. Gli sforzi per salvarli sono continuati incessanti per tutto il tempo da quando è scattato l’allarme. Poi ieri l’accelerazione: una squadra di sub ha lavorato tutta la notte per posizionare una corda nei cunicoli allagati della grotta di Tham Laung. La storia, però, non ha ancora avuto il suo lieto fine. Per tirarli fuori, potrebbe volerci del tempo: molto tempo. Secondo quanto riferisce la Bbc, infatti, date le condizioni all’interno della grotta potrebbero servire addirittura 4 mesi per estrarli dalle cavità profonde in cui i giovani si trovano. Il complesso di Tham Luang a Chiang Rai, nel nord della Thailandia, viene regolarmente allagato durante la stagione monsonica delle piogge che dura fino a settembre-ottobre. Dunque, per essere portati fuori, i bambini dovrebbero imparare le nozioni basi dell’immersione. Tuttavia, gli esperti hanno ammonito che condurre dei subacquei inesperti nei pericolosi corridoi di acque fangose a visibilità zero potrebbe essere molto rischioso.

Ma per farli uscire in sicurezza potrebbero volerci 4 mesi…

E allora, una cosa è certa: per portarli fuori occorre far defluire tutta l’acqua dalla grotta. Gli organizzatori delle operazioni di soccorso, ha spiegato governatore della provincia settentrionale di Chiang Rai, Narongsak Osotthanakorn, vogliono «essere certi al cento per cento» di poter fare uscire i ragazzi in sicurezza. Tutti i ragazzi. Per questo motivo non è ancora stato definito il momento in cui verrà avviata l’operazione di evacuazione, non semplice e non del tutto sicura. «Siamo arrivati fin qui. In nessun modo li perderemo nella fase di uscita», ha comunque rassicurato Osotthanakorn parlando questa mattina con i giornalisti. Nel frattempo tutti sono alacremente al lavoro: a partire dal  gruppo di forze speciali della Marina. Il gruppo di giovani calciatori della squadra Moo Pa, “Il cinghiale” – di cui fa parte anche l’allenatore dei ragazzi – è composto da 12 ragazzi, di età compresa tra gli 11 ed i 16 anni, tutti esaminati in queste ultime ore da un medico e tutti rifocillati con bevande energetiche. «Nessuno di loro è in condizioni gravi. La maggior parte soffre di problemi lievi, comunque secondari rispetto alla situazione. Ora i soccorritori stanno operando per consentire ai genitori che attendono da giorni all’esterno della grotta di comunicare con i figli attraverso una linea telefonica. «Potrebbero parlarsi per la prima volta oggi», ha annunciato il governatore Osotthanakorn: la speranza è appesa a un filo…

La vicenda cominciata il 23 giugno con un’escursione

I 12 baby calciatori erano dispersi dal 23 giugno quando avevano fatto un’escursione nella grotta di Thaum Luang assieme al loro allenatore. Davanti all’ingresso erano state ritrovate le loro biciclette. Successive piogge avevano allagato l’ingresso, bloccando i ragazzi all’interno e rendendo molto difficili i soccorsi. Quel giorno, i 12 erano con il vice allenatore Nopparat Kantawong e con il quale avevano fatto altre gite durante gli allenamenti. L’allenatore capo, Nopparat Kantawong, era certo che lo spirito di squadra li avrebbe aiutati a resistere. «Si prenderanno cura gli uni degli altri altri», aveva detto, citato dai media thailandesi. Il più piccolo del gruppo, l’undicenne Chanin “Titan” Wibrunrungrueang, gioca a calcio fin dall’età di 7 anni. Il capitano della squadra è invece il 13enne Duangpet “Dom” Promtep. Con il passare dei giorni oltre mille persone, con aiuti da dieci paesi, si sono impegnati nei soccorsi che hanno tenuto col fiato sospeso l’intera Thailandia, mentre dalla grotta non giungeva nessun segnale di vita. La speranza di tutti, e dei genitori che hanno atteso tutti questi giorni davanti alla grotta, era che i ragazzi avessero potuto trovare un rifugio all’asciutto. E così è stato, fortunatamente.

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