Senegalese scatenato sotto al Colosseo: botte da orbi, rapina e fuga tra la folla

sabato 21 luglio 14:33 - di Redazione

Dall’Arco di Costantino a Via Annia, questo il breve tentativo di fuga di un ragazzo senegalese a Roma, autore di una tentata rapina e di un’aggressione ai danni di un cittadino del Bangladesh. Il responsabile é stato arrestato dagli agenti del GSSU (Gruppo Sicurezza Sociale Urbana) della Polizia Locale.
Il fatto è accaduto nella serata di ieri, quando una pattuglia dei caschi bianchi, in servizio antiabusivismo commerciale al Colosseo, è stata richiamata da alcuni turisti che hanno raccontato di una tentata rapina con pestaggio ai danni di un cittadino bengalese da parte di un ragazzo del Senegal di 22 anni. Il giovane, individuato dagli agenti e fermato dopo una breve fuga, è stato subito riconosciuto quale autore del reato. Il ventiduenne, nel cercare di portare a termine il tentativo di rapina, aveva preso a pugni in faccia e colpito ripetutamente, in varie parti del corpo, il cittadino bengalese, con una ferocia tale da richiedere per lui il trasporto in ospedale. Dieci sono i giorni di prognosi indicati per la vittima. Il responsabile, una volta identificato, è risultato con precedenti penali specifici per furti e aggressioni. Lo stesso è stato trasferito in cella presso la sede del Gruppo in Via Macedonia. Oggi l’Autorità Giudiziaria ha convalidato l’arresto, emettendo misura coercitiva di divieto di dimora nel Comune di Roma.

Commenti

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  • salvatore santangelo 23 luglio 2018

    a ragusa ci prendono per razzisti se ti indigni.poverini,con tanti delinquenti che ci sono ce la prendiamo con loro.come se questo li autorizz a delinquere.

  • Pietro Parini 22 luglio 2018

    Suvvia , stiamo a sottilizzare su di un fatto cosi ” Banale ” da parte di una preziosissima risorsa , predestinata a risolvere i problemi pensionistici degli italiani !!! Meno male che in Italia abbiamo una pletora di magistrati , non disgiunta da legioni di prelati , pronti a strapparsi le vesti a difesa di tali personaggi. Siamo noi italiani a non capire il valore ” aggiunto ” fornito da simili personaggi , che tutto il mondo ci invidia ma , loro malgrado , sono costretti a lasciarli all’ Italia !!! Viva la povera Italia !!!

  • salvatore 22 luglio 2018

    bisogna fare un fioretto a Sant’Antonio per fare in modo che questi ceffi siano mandati nel loro paese?
    Sigg. giudici siate più severi: chi si prenderà la briga di accertarsi che il “ceffo” non dimori in Roma?

  • Ivan 22 luglio 2018

    Divieto di dimora… Che lui certamente rispetterà….e qualora fosse leggermente beccato per qualche via di confine nel comune di Roma (poveretto), verrà (per fortuna solo) denunciato a piede libero

  • amerigo 22 luglio 2018

    Certo che abbiamo il fior fiore dei giudici; sono convinto che tutto il mondo ce li invidia, persone preparatissime, inflessibili, stakanovisti pronti a metterci la faccia, costi quel che costi. . .BOOOM!!

  • Giuseppe Forconi 22 luglio 2018

    I giudici ci sono e sono anche troppi, ma loro giudicano a seconda della gravita’ del reato. Quindi se un senegalese stupra o ruba o mena, va rimesso in liberta’ dopo 6 ore, o gli si dice che non puo’ stare a Roma. Ma se un comune mortale ( italiano ) ruba una mela o tocca il culo ad una donna, viene condannato dai giudici ad almeno 3 anni di carcere. Embehhh !! La giustizia e’ uguale per tutti, si dice!!!

  • chicco 22 luglio 2018

    …sto fatto di chiamare ragazzi ogni uomo adulto oramai è nell’uso quotidiano

  • Agostino 22 luglio 2018

    Divieto di dimora nel comune di Roma??? Roba da matti, espulsione immediata!!!!

  • sergio 22 luglio 2018

    . …Non capisco proprio! Un tizio, straniero,con precedenti penali,viene arrestato per furto,aggressione e gli viene imposto il divieto di dimora nel comune di Roma?
    Ma questo deve essere rimpatriato in Senegal…..ma subito!!!!!!

  • Brigante nero 22 luglio 2018

    Possibile che dobbiamo riempire l’Italia di matti scatenati di di cui si liberano gli africani senza possibilità di vero contrasto.

  • Carlo 22 luglio 2018

    Quindi la misura coercitiva, è il divieto a risiedere a Roma? Mandarlo nel suo paese no?

  • Arnaldo 22 luglio 2018

    — A ROMA, DA TEMPO, I TURISTI CHE VISITANO I TANTI MAGNIFICI MONUMENTI E PARCHI SONO ” VISITATI ” LORO DAI MALFATTORI CHE PULLULANO NELLE STRADE E NEI BUS DEL CENTRO……QUESTI CEFFI AGGRESSORI SONO AL 99 % EMIGRANTI SBANDATI….. QUESTI EPISODI SONO COSI’ COSTANTI CHE I RECENTI STUPRI NON HANNO ” FATTO NOTIZIA ” MENTRE INVECE SI STANNO ” STRAPPANDO I CAPELLI ” MOLTI OPINIONISTI DI SINISTRA SU UN MESCHINO EPISODIO DI UN CAMERIERE CHE HA SCRITTO. SUL CONTO. UN INSULTO A DUE GAY:..:…CHE E’ CERTO COSA RIPROVEVOLE:……..MA E’ 1000 VOLTE PIU’ GRAVE LA VIOLENZA CARNALE…….CHE INVECE, RIPETO, NEI MASS MEDIA, SPECIE DI SINISTRA COMPRESA RAI 3, NON FA’ PIU’ ” NOTIZIA “….! —–‘ .

  • LuigiV 22 luglio 2018

    Scusate, ma il carcere non è più usato? Cosa vuol dire divieto di dimora a Roma, che il diversamente colorato può andare tranquillamente a delinquere in un’altra città, ma i giudici che ci stanno a fare…….

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