Se la Brexit sarà “hard”, l’Unione europea perderà miliardi di euro

giovedì 19 luglio 17:23 - di Giovanni Trotta

Senza un accordo con Londra la Brexit potrebbe costare ai Paesi Ue fino all’1,5% del Pil annuo. È il risultato di una simulazione del Fondo Monetario Europeo, condotta nel quadro delle analisi periodiche sull’economia dell’Eurozona. Un risultato che lo stesso Fmi invita ad accogliere con “cautela” ma che non si basa solo sui rapporti commerciali attuali e futuri fra Regno Unito e Ue, ma anche sull’integrazione fra i due sistemi economici. In caso di soft Brexit con accesso al mercato unico, invece, secondo lo stesso studio l’impatto potrebbe essere praticamente nullo (0,06%). Sul fronte occupazione, poi, le ricadute di una uscita di Londra senza alcun accordo potrebbero toccare fino allo 0,7% della forza lavoro dell’Unione. Inoltre, senza un accordo di ritiro del Regno Unito dall’Unione Europea, cioè in caso di hard Brexit, potrebbe rendersi necessario ottenere il visto per i cittadini britannici che volessero recarsi nell’Ue e con ogni probabilità, in quel caso, anche per i cittadini Ue che volessero andare Oltremanica, dato che le due parti non hanno ad oggi un accordo sul punto, non essendo necessario perché ad oggi Londra fa parte dell’Ue. E’ una delle conseguenze che, teoricamente, potrebbe comportare una Brexit dura, hanno spiegato a Bruxelles alti funzionari Ue, alla vigilia del Consiglio Affari Generali ex articolo 50. “Dato che non abbiamo alcun accordo di esenzione dal visto con il Regno Unito, visto che sono nell’Ue, tecnicamente, sarebbe necessario il visto a partire dal 30 marzo 2019 – ha spiegato un alto funzonario – ma anche questa è una cosa che possiamo risolvere unilateralmente, mettendo il Regno Unito nella lista dei Paesi liberi da obbligo di visto. E’ una misura che si farebbe a livello Ue”. In ogni caso, ha concluso, “lavoriamo per avere un accordo di ritiro in ottobre, questo è ancora il nostro obiettivo. Abbiamo reso molto chiaro che vogliamo un accordo di ritiro”. Oggi il capo negoziatore per la Brexit dell’Ue, Michel Barnier, incontra a Bruxelles il suo omologo britannico Dominic Raab, che ha preso il posto di David Davis come segretario di Stato britannico per l’uscita dall’Ue dopo le sue dimissioni.

Intanto si apprende che la premier britannica Theresa May sarà oggi in Irlanda del nord per una visita che proseguirà anche domani incentrata sui temi della Brexit. A confermarlo è stata Downing Street, precisando che May si recherà nella zona della frontiera irlandese dove ascolterà il punto di vista dei responsabili di aziende che operano sul posto. Domani terrà un discorso a Belfast sul Libro Bianco del governo sulla Brexit e sul capitolo specifico della frontiera irlandese, di cui parlerà successivamente anche con i leader dei partiti rappresentati nell’Assemblea dell’Irlanda del nord, nel palazzo di Stormont.

Commenti

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  • Laura Prosperini 20 luglio 2018

    questa è la verità!
    non era affatto vero che l’Inghilterra sarebbe crollata avviluppandosi in un cataclisma economico
    (ciò che dicono anche per l’Italia) ed infatti non è affatto crollata, anzi, tutti gli indicatori economici sono migliorati e di molto anche.
    E’ una nuova era per l’Inghilterra (che non aveva neanche l’euro!!!)
    Pensate a quali benefici si andrebbe incontro lasciando sia l’euro che l’euro-pa dei burocrati/tecnici non eletti (di maastricht).

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