Salvini rafforza l’asse con Seehofer: fissato il vertice Italia-Germania l’11 luglio

martedì 3 luglio 18:34 - di Carlo Marini

Primo incontro bilaterale Italia-Germania. Sarà l’11 luglio, alla vigilia del vertice di Innsbruck dei ministri dell’Interno dell’Ue. È quanto hanno deciso i ministri Matteo Salvini e Horst Seehofer in una «cordiale e costruttiva telefonata». Lo fa sapere una nota del Viminale. «Abbiamo discusso di soluzioni condivise per il contrasto dell’immigrazione clandestina anche tra un paese e l’altro dell’Ue e la protezione delle frontiere esterne dell’Europa», ha spiegato Salvini. «L’appuntamento – ha aggiunto il titolare del Viminale – sarà l’occasione anche per predisporre una proposta comune contro il terrorismo e per rafforzare la sicurezza interna».

Salvini inconterà Seehofer prima del vertice di Innsbruck

Il ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer giovedì sarà a Vienna per discutere con il cancelliere Sebastian Kurz e altri esponenti del governo austriaco il nuovo piano tedesco per l’immigrazione. Lo ha confermato la cancelleria austriaca. Per implementare il piano, Berlino ha bisogno della collaborazione di Vienna sulla gestione dei richiedenti asilo che vengono respinti dalla Germania.  Sulla questione se ne è parlato anche in un riunione plenaria a Strasburgo.  «Non è il cattivo accordo in Germania che risolverà il problema» dei flussi migratori. «Al contrario – sostiene il capogruppo dei Liberaldemocratici nel Parlamento Europeo Guy Verhofstadt – rischia di creare un effetto domino, con nuovi controlli di frontiera e la fine di Schengen». L’Austria, «a quanto si dice in circoli governativi, chiuderà il passo del Brennero, a causa di questo accordo interno tedesco». Lo afferma iintervenendo nella plenaria a Strasburgo. Rivolto al presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk, Verhofstadt ha ricordato che “c’è un problema nel Consiglio. Lei deve bloccare” i capi di Stato e di governo “in riunione per 3, 4 giorni, finché non trovano un accordo. Deve spingere perché trovino un accordo” sulla gestione dei flussi migratori. Nelle conclusioni del Consiglio Europeo, ha ricordato infine il politico belga, si invitano Consiglio e Commissione ad “esplorare il concetto di piattaforme regionali di sbarco”, cosa che, “nel linguaggio comunitario, significa che ci vorrà un bel po’ di tempo”.

 

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