Rischio terrorismo in Italia, espulsi altri due stranieri fiancheggiatori dell’Isis

venerdì 20 luglio 14:42 - di Sveva Ferri

Altri due cittadini stranieri sono stati espulsi dal nostro Paese per «motivi di sicurezza dello Stato» ovvero per ragioni di terrorismo. Si tratta di un cittadino pakistano, con regolare permesso di soggiorno, e di un cittadino algerino appena uscito dal carcere. Le due espulsioni, di cui hanno dato notizia la polizia e il Viminale, non sono state collegate tra loro. Dunque, ancora una volta, emerge il quadro di un’Italia che è in grado di individuare e allontanare soggetti pericolosi, i quali nondimeno risiedono e agiscono nel nostro territorio nazionale.

Il provvedimento di espulsione nei confronti del pakistano, di 38 anni, era stato emesso il 17 ottobre dello scorso anno, ma l’uomo si era reso irreperibile l’estate prima. Nel corso delle indagini che sono seguite, però, la polizia ha individuato sia l’abitazione presa in affitto a Sarno, in provincia di Salerno, sia soggetti con i quali era risultato in contatto. Gli agenti della sezione anti terrorismo della Digos della Questura di Salerno lo hanno bloccato all’aeroporto Capodichino di Napoli, non appena sbarcato dal volo Turkish Airlines proveniente da Istanbul e, dopo avergli ritirato i documenti italiani e aver espletato le formalità del caso, lo hanno riaccompagnato a bordo dello stesso aereo con cui era arrivato, poi ripartito nuovamente per Istanbul. Come fa sapere la polizia, «il pakistano, già residente nel Comune di Sarno, munito di regolare permesso di soggiorno, era considerato una minaccia per la sicurezza dello Stato poiché ritenuto capace di agevolare, in vario modo, organizzazioni o attività terroristiche, anche internazionali». L’uomo è sospettato «di essere inserito in un network operativo composto da soggetti noti per aver assunto posizioni religiose radicali di fede sciita e coinvolti in attività ricognitive propedeutiche allo svolgimento di azioni violente e inoltre risultava intraneo a una organizzazione dedita allo spionaggio e collegata alle milizie iraniane, volta alla realizzazione di atti terroristici sul territorio italiano».

Era appena uscito dal carcere milanese di San Vittore, invece, l’algerino di 28 anni espulso a Roma. L’uomo era «iscritto al gruppo Facebook “Convertirsi all’Islam” e – ha fatto sapere il Viminale – era emerso in ambito di collaborazione internazionale quale autore di un commento su una pagina Facebook associabile all’autoproclamato Stato Islamico, in base al quale l’internauta avrebbe offerto la propria disponibilità a morire da martire». «Scarcerato lo scorso 15 luglio dalla Casa circondariale di San Vittore, dove era sottoposto a monitoraggio carcerario, lo straniero è stato rimpatriato dalla frontiera aerea di Roma Fiumicino», ha reso noto ancora il ministero dell’Interno, chiarendo che salgono così a 306 le espulsioni eseguite dal gennaio 2015, di cui 69 nel 2018.

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