Prato, contrabbando di tessuti: cinese evade il fisco per oltre 100 milioni di €

lunedì 23 luglio 17:17 - di Redazione

Oltre 100 milioni di euro evasi grazie al contrabbando di tessuti. Protagonista: un imprenditore cinese. È quanto ha accertato la Guardia di Finanza a seguito di indagini molto complesse avviate nello scorso ottobre dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Prato in materia di frode fiscale.

L’imprenditore cinese è stato denunciato dalle Fiamme Gialle

L’imprenditore cinese è stato denunciato per reati di evasione fiscale, contrabbando aggravato ed esibizione di documentazione falsa. Nel corso di due distinte operazioni, gli investigatori hanno effettuato un maxi sequestro di tessuto – importato in Italia in contrabbando – pari a circa dieci milioni di metri lineari e custodito in alcuni capannoni della zona industriale di Prato. Inevitabili a questo punto gli approfondimenti, soprattutto di natura economico-finanziaria e valutaria, per accertare l’ipotesi dell’illecita importazione in contrabbando del tessuto sequestrato e seguirne eventualmente i connessi flussi finanziari. Gli investigatori sono così giunti sulle tracce di due società pratesi, affidate a dei prestanome, che sono poi risultate le centrali operative della frode doganale e fiscale.

Sequestrati 10 milioni lineari di tessuto

A quel punto, lo sviluppo delle indagini e i flussi di denaro intercettati hanno consentito agli investigatori di risalire al titolare di fatto, cioè l’imprenditore cinese, e di rafforzare l’intero impianto accusatorio con il coinvolgimento di società di comodo collocate all’estero che hanno favorito la frode. Dagli accertamenti svolti, specialmente quelli mirati ai controlli sui flussi finanziari che hanno agevolato la ricostruzione di numerose transazioni commerciali, fraudolentemente occultate al fisco, è poi emerso che oltre ai ricavi occultati per circa 100 milioni di euro, il cinese ha evaso l’Iva per circa ventidue milioni di euro, dell’Irap per circa tre milioni di euro, nonché diritti doganali evasi pari a circa duecentomila euro.

Commenti

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  • lucio 24 luglio 2018

    La leggenda del cavallo di Troia insegna, i cinesi si insediano in Italia, producono di tutto violando anche le nostre leggi senza dover pagare dazi,il ricavato lo spediscono al loro paese, a noi rimane solo l’inquinamento da smaltire.

  • Gio 24 luglio 2018

    i cinesi lavorano con gli schiavi, non rispettano nessuna regola contributiva e ambientale, mandano soldi all’estero ed evadono sistematicamente le tasse. Ecco perché i loro prodotti costano poco e distruggono il nostro mercato. Non c’è guerra in cina, non si capisce perché gli sono concessi i permessi di soggiorno o (peggio) la cittadinanza. Se ne tornassero in cina e mettiamo dazi ai prodotti cinesi se vogliamo salvare i nostri posti di lavoro. Così come fà Trump.

  • Gianluca Sala 24 luglio 2018

    Nessun problema! forfettizziamo una multa di 100.000,00 euro come per i vari Valentino Rossi, Tomba, Ronaldo, Maradona, Pavarotti, etc. e tutti amici come prima!!! Magari ci lascia come mancia pure un suo autografo da aggiungere alla collezione

  • 23 luglio 2018

    In carcere e speditelo in Cina…ma anche quelli che hanno truffato le banche Italiene dovrebbero essere in carcere e no fuori a gode la vita…

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