Ozil “rinnega” la nazionale tedesca: «Le mie origini sono in Turchia» (video)

lunedì 23 luglio 16:13 - di Eleonora Guerra

Tra la Germania ed Erdogan ha scelto Erdogan. Il calciatore Mesut Özil, tedesco di origini turche, ha annunciato che non giocherà più con la nazionale del Paese in cui è nato e cresciuto a causa delle polemiche innescate da una sua foto con il presidente turco. A maggio Özil, titolare dell’Arsenal e considerato uno dei più forti trequartisti al mondo, aveva incontrato Erdogan a Londra e, insieme a due colleghi tedeschi di origini turche, si era fatto fotografare sorridente mentre gli regalava una maglia della sua squadra londinese.

Lo scatto provocò accese polemiche, in relazione alle politiche repressive di Erdogan. Sul caso intervenne anche Angela Merkel e la Federazione calcistica tedesca diramò una nota in cui sottolineava di rispettare «la situazione particolare dei nostri giocatori, le cui famiglie hanno un passato da migranti, ma il calcio e la Dfb difendono dei valori che Erdogan non rispetta in maniera sufficiente». Polemiche che non si sono mai placate del tutto e alle quali Özil ha risposto domenica con una lettera aperta, nella quale ha accusato la Dfb di «razzismo» e ha spiegato che «nonostante sia cresciuto in Germania, le radici della mia famiglia sono in Turchia». «Ho due cuori, uno tedesco e l’altro turco», ha proseguito il giocatore, sottolineando che «mia madre non ha mai lasciato che dimenticassi le mie origini, i miei valori e le tradizioni della mia famiglia». «La verità è che non incontrare il presidente sarebbe stato un atto irrispettoso verso i miei antenati, che so sarebbero orgogliosi di dove sono oggi», ha aggiunto Özil, puntando l’indice contro «certi giornali tedeschi stanno usando le mie origini e la foto con il presidente Erdogan come propaganda di destra per rafforzare la loro causa politica».

A dare una lettura politica dell’accaduto, però, sono stati gli stessi esponenti del governo turco. «Mi congratulo con Mesut Özil: lasciando la nazionale ha segnato il più bel gol contro il virus del fascismo», ha scritto su Twitter il ministro della Giustizia, Abdulhamit Gul, mentre il ministro turco dello Sport, Mehmet Kasapoglu, ha dichiarato «pieno sostegno alla giusta posizione del nostro fratello Mesut Özil». L’addio di Ozil alla nazionale è stato commentato anche in Germania dalla cancelliera Merkel, la quale – ha fatto sapere un portavoce del governo – «ha estrema stima per Mesut Özil», la cui decisione «va rispettata».

Dure critiche a Özil sono arrivate, invece, dal presidente del Bayern Monaco, Uli Hoeness, che ha parlato di «fine di un incubo», sostenendo che il giocatore turco-tedesco «sta giocando malissimo da anni. «I suoi 35 milioni di follower, che nel mondo reale non esistono, pensano che giochi bene se fa un cross decente. Ogni volta che affrontiamo l’Arsenal, giochiamo su di lui perché sappiamo che è il loro punto debole», ha aggiunto Hoeness, per il quale «Özil non ha contribuito alla nazionale per anni».

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Commenti

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  • Gio 24 luglio 2018

    se è per questo molti cosidetti “francesi” si rifiutano di cantare l’inno… ma è normale. E’ ciò di cui non si rendono conto i fautori dell’integrazione. Se sei africano, rimani tale. Se sei turco, rimani tale, anche dopo generazioni. Io non rinuncerei a sentirmi italiano se vivessi all’estero, e se quel paese entrasse in conflitto con l’Italia, io combatterei per l’Italia. Ecco perché gli immigrati sono un pericolo costante. Sono pronti a tradire chi li ha accolti.

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