‘Ndrangheta: ucciso boss Gioffrè, grave bimbo bulgaro di 10 anni che era con lui

sabato 21 luglio 16:19 - di Paolo Lami

Un bimbo bulgaro di 10 anni è rimasto ferito gravemente in un agguato nel quale è stato ucciso il boss della omonima cosca della ‘ndrangheta Giuseppe Fabio Gioffrè, pregiudicato di 39 anni, nella provincia di Reggio Calabria.

La mortale aggressione va inquadrata, secondo gli investigatori che stanno svolgendo accertamenti sulla vicenda, nell’ambito di, un regolamento di conti riconducibile alla ‘ndrangheta che opera nella zona. Giuseppe Fabio Gioffrè, con precedenti specifici, è considerato un esponente dell’omonima cosca di ‘ndrangheta ed è stato ucciso in un terreno di sua proprietà in località «Santa Venere» di Seminara. Una zona che ha già visto, in passato parecchi omicidi di ‘ndrangheta.

Nell’agguato è rimasto colpito gravemente il bambino di nazionalità bulgara di dieci anni che era con lui perché lo stava accompagnando ad accudire alcuni animali e che ora è stato ricoverato con prognosi riservata, ma, sembrerebbe, non in pericolo di vita, negli «Ospedali riuniti» di Reggio Calabria. Sull’omicidio di Giuseppe Fabio Gioffrè e sul ferimento del bimbo bulgaro di dieci anni stanno indagando i carabinieri della Compagnia di Palmi.

Sarebbero due persone armate di fucili caricati a pallettoni gli autori dell’agguato mortale contro il boss Gioffrè che, colpito in parti vitali, è morto all’istante mentre il bimbo bulgaro di dieci anni, che era accanto all’uomo, è stato raggiunto da uno dei pallettoni sparati dagli assassini, i quali, poi, sarebbero riusciti ad allontanarsi a piedi nelle campagne circostanti ed ora vengono attivamente ricercati.
Il bimbo bulgaro è stato soccorso da alcune persone che, uditi i colpi d’arma da fuoco, sono accorsi sul posto.

Proprio un anno fa, nella stessa zona, venne assassinato, sempre a colpi di fucile caricato a pallettoni, un pentito della ‘ndrangheta, Pasquale Gagliostro, 53 anni, che nel 1993 era riuscito a sfuggire a un agguato facendo poi arrestare una trentina di persone.

Nel settembre 2012, sempre nella zona di Seminara, era stato ucciso un agricoltore, Domenico Iannì, e gravemente ferito un suo collaboratore bulgaro Eugen Zimov . Per questo agguato qualche mese dopo era stato arrestato Salvatore Costantino, 45 anni, ritenuto uno degli autori dell’omicidio.

Il 14 agosto 2009, invece, sempre in un agguato a Seminara, era stato assassinato con due colpi di arma da fuoco, il pregiudicato Giuseppe Gioffrè, nipote di Rocco Gioffrè, ritenuto, all’epoca, il capo cosca della zona.

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