Milano, sgomberato il Lambretta. Gli antagonisti frignano: «Colpa di Salvini» (video)

martedì 31 luglio 15:30 - di Valeria Gelsi

Dopo quasi un anno e mezzo di occupazione, è stato sgomberato il centro sociale Lambretta di Milano. Da tempo i cittadini chiedevano un intervento, esasperati dalla situazione di degrado e illegalità provocata nel quartiere dagli antagonisti. Le operazioni, condotte dalla polizia e coordinate dal questore Marcello Cadorna, sono iniziate all’alba e si sono svolte senza particolari problemi. Gli antagonisti, però, hanno già minacciato una nuova occupazione: «Chiuso un posto, se ne apre un altro», hanno scritto sulla loro pagina Facebook, dando appuntamento «stasera h 19 in piazza Ferravilla. Lì dove tutto è cominciato».

Sempre sulla pagina Facebook del (fu) centro sociale gli antagonisti hanno diffuso un lungo comunicato stampa, in cui attribuiscono la responsabilità dello sgombero al «nuovo governo» che in questo modo avrebbe voluto dare «una prova di forza», che «mira a ristabilire quello che definiscono ordine pubblico, investendo i soldi dei contribuenti per mobilitare un numero spropositato di forze dell’ordine in operazioni che mirano solamente a togliere spazi di socialità in questa città». «Questi sgomberi – si legge poi in un altro post – avvengono in un clima in cui i Centri Sociali e la politica extraparlamentare vengono presi di mira dal Ministro degli Interni con una politica repressiva che passa dagli arresti e perquisizioni preventivi, allo sgombero di molte realtà alla demonizzazione di modelli alternativi come il Lambretta».

In realtà, ormai da molti mesi gli abitanti del quartiere e la proprietà (privata) dell’immobile chiedevano lo sgombero del centro sociale. Una circostanza ricordata sia dalla questura sia dalla giunta comunale, che certamente non si può considerare particolarmente ostile alle realtà antagoniste. Lo sgombero, ha ricordato la questura, «è stato programmato al fine di dare esecuzione al decreto di sequestro preventivo emesso dall’autorità giudiziaria del complesso immobiliare in via Val Bogna numero 10, occupato dal 10 febbraio 2017». Il servizio è stato svolto «anche allo scopo di tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica e teso a porre fine ad una situazione di illegalità, non unicamente riferita all’occupazione dell’area», ha fatto sapere ancora la questura, ricordando che i residenti del quartiere hanno sollecitato ripetutamente l’intervento, anche attraverso gli amministratori locali, «per situazioni di criticità più volte segnalate».

La stessa giunta Sala, attraverso il vicesindaco Anna Scavuzzo, ha parlato di «un’azione congiunta e coordinata che dà risposta alle innumerevoli richieste da parte dei cittadini del quartiere, esasperati per il rumore e la confusione provocati dalle feste e dai ritrovi notturni in strada». «La proprietà, legittimamente, chiedeva di tornare in possesso dell’immobile e così è stato, anche per permettere l’avvio al più presto dei lavori di ristrutturazione dello stabile che tornerà a nuova vita a breve», ha continuato Scavuzzo, ringraziando le forze di polizia.

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Commenti

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  • amerigo 2 agosto 2018

    Komunikato stampa? Quindi i kompagni hanno imparato a skrivere?

  • Aldo Barbaro 1 agosto 2018

    Campi di lavoro forzato,basta con il buonismo!

  • Dany 1 agosto 2018

    Finalmente un Ministero dell’Interno che si occupa di ordine urbano e non solo agli stadi!! Antagonisti? Altro che educazione civica vi serve!!! Calci nel culo per non dire altro! Disonoratori della Patria e cialtroni di prima categoria

  • Ben Frank 1 agosto 2018

    Era ora! E speriamo che Salvini tenga fede alla sua promessa, smantellando e chiudendo tutti questi centri di preparazione alla guerriglia e introduzione alla droga , che sono i centri a-sociali!

  • Massimiliano 31 luglio 2018

    Fategli ripulire tutto a sti parassiti schifosi!

  • lucio 31 luglio 2018

    Anche questa settimana l’Italia è attraversata da un caldo AFRICANO, tutta colpa di SALVINI

  • Giuseppe Tolu 31 luglio 2018

    Non vanno più in lambretta? C’è sempre la vespa ahahahah

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