Migranti riportati in Libia, l’armatore della nave: «Operazione gestita dai libici»

martedì 31 luglio 18:50 - di Redazione

Nessun coinvolgimento della Guardia Costiera italiana nelle attività di soccorso della Asso Ventotto, la nave mercantile italiana che ha riportato in Libia 101 migranti salvati in mare. Questo quanto specificato dalla società armatrice del rimorchiatore, la Augusta Offshore, che ha poi spiegato nel dettaglio l’intero svolgimento dei fatti. In precedenza, anche la Guardia Costiera italiana aveva ribadito come il salvataggio dei migranti alla deriva si fosse svolto “sotto il coordinamento della Guardia Costiera libica, che ha gestito l’intera operazione”. A negare la partecipazione della Guardia Costiera italiana erano stati anche i ministri Matteo Salvini e Danilo Toninelli.

A sollevare la questione nella giornata di ieri, scatenando una polemica con il ministro Salvini, era stato il deputato di Liberi e Uguali Nicola Fratoianni.

L’Augusta Offshore ha ribadito come l’intera operazione sia stata gestita dalla Guardia Costiera libica. Alle 14.30 del 30 luglio – ha spiegato in una nota – Asso Ventotto si trovava nei pressi della piattaforma petrolifera Sabratah, gestita in joint venture tra Eni e la libica Noc, a 57 miglia marine da Tripoli. Dopo mezz’ora, alle 15, la nave ha ricevuto istruzioni dal Marine Dept. di Sabratah di procedere in direzione di un gommone avvistato a circa 1.5 miglia sud est dalla piattaforma, dopo aver imbarcato Rappresentanti dell’Authority libica sulla piattaforma

Commenti

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  • avv. alessandro ballicu 1 agosto 2018

    era ora questa è la via, la verità e la vita.i clandestini invasori intanto comincino a prendere atto che molti italiani non li amano, sappiano altresì che l’invasione non è un diritto. è tempo che il mediterraneo canti come il piave nel 1918: non passa lo straniero

  • Gio 1 agosto 2018

    polemiche assurde. Chissenefrega dei trattati sui rifugiati (che bisogna rivedere o cancellare), ogni paese ha il sacrosanto diritto di respingere le invasioni. E di quello che dice l’onu, il vaticano, l’europa e i delinquenti delle ONG, ce ne dobbiamo fregare altamente.

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