Migranti, Meloni: «La protezione umanitaria è una furbizia»

sabato 7 luglio 18:56 - di Redazione

Giorgia Meloni va all’attacco della diffusa ipocrisia in fatto di accoglienza ai migranti, soprattutto quando questa ipocrisia si presenta in formule equivoche e furbastre. «La protezione umanitaria – scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia – è un’anomalia che esiste solo in Italia e con la quale si riconosce un permesso di soggiorno eccezionale anche a chi non ne avrebbe diritto in base alle norme internazionali sui rifugiati: convenzione di Ginevra e protezione sussidiaria della Ue. Clandestini trasformati in rifugiati con una furbizia. Per questo Fratelli d’Italia ha depositato una proposta di legge per eliminarla dal circuito dell’accoglienza. Fermiamo l’invasione di clandestini e tuteliamo i veri profughi». L’intervento della Meloni arriva mentre si continua a discutere nel nostro Paese sui deludenti esiti dell’ultime Consiglio europeo, che aveva al centro delle discussioni proprio il tema dei migranti.

Commenti

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  • Angela 9 luglio 2018

    Condivido totalmente il pensiero di Giorgia Meloni.

  • Gabriele Pellegrini 9 luglio 2018

    concordo in pieno!

  • Pino1° 8 luglio 2018

    S O R O S !

  • ema 8 luglio 2018

    IMMIGRAZIONE:Cause, effetti, leggi, considerazioni e analisi oggettive.
    Ormai da anni assistiamo all’ esodo di persone verso l’ Europa di diverse popolazioni dall’ Africa e Asia, come tutti sanno
    l’ Italia é la nazione in cui si riversa il maggiore numero di queste persone.
    C’é chi li chiama migranti chi profughi, immigrati clandestini chi “risorse”, resta il fatto sul perché queste popolazioni si
    muovano in maniera illegale per raggiungere le coste Europe e con quali aspettative di vita futura.
    L’ opinione pubblica europea si divide in due blocchi politici ed eclesiastici, chi a favore di questa migrazione e chi
    contro, partiamo quindi con un analisi riguardante questi flussi ormai quotidiani.
    Secondo i PRO, questa migrazione stà avvenendo in primis per cause climatiche come la desertificazione dei paesi
    Africani, ma allora questa causa non vale per quelli Asiatici spinti prettamente per sole ragioni economiche, in quanto per
    i dati statistici ufficiali i paesi di partenza principali sono Bangladesh e Pakistan dove non sono in atto guerre e sempre
    secondo i dati ufficiali non si tratta di persecuzioni religiose in quanto i migranti in maggioranza sono Mussulmani.
    Una altra motivazione denunciata é la vendita da parte dei governi Africani ad altre nazioni e aziende multinazionali (in
    primis la Cina) di terre e risorse con il conseguente “sfratto” dalle “loro” terre, (ma vedendola da un punto di vista
    “giurisprudenziale occidentale” non gli appartengono in quanto non ne sono singoli proprietari materiali.)
    In relazione alla seconda motivazione, molti dei CONTRO denunciano l’ incapacità di queste popolazioni a ribellarsi ai
    loro governi contro questi sopprusi in quanto complici indiretti, ma capaci di prendere le armi per motivi religiosi, tribali e
    criminali.
    Cercando “per quanto possibile” di fare un parallelismo con il nostro Risorgimento e affini occidentali, considerando che
    anche le nostre popolazioni erano maggiormente composte da analfabeti e “poveracci”, guidate da pochi intellettuali, ma
    spinte da un senso comunitario di liberazione e cambiamento, la situazione odierna lascia aperti molti dubbi sulla reale
    volontà e capacità di queste popolazioni.
    Colonialismo! Molte di queste regioni sono state ex colonie di paesi europei, ed ancora più o meno forte, ne
    conservano un legame di tipo economico. I PRO immigrazione adducono a questa come ad una delle cause che ancora
    oggi frenano e soggiogano queste popolazioni. (considerazione personale, se questo é il motivo, potremmo cercare ogni
    causa partendo dalle famose guerre puniche indistintamente per ogni impero o monarchia che ha regnato nei vari
    periodi storici, insomma colpa di tutti e di nessuno!).
    Guerre: In alcuni di questi paesi sono in corso guerre prettamente di tipo tribale/etnico/religioso ma non di tipo
    “convenzionale” fermo restando che indipendentemente dalla ragione, una fucilata ti ammazza sempre uguale! Da un
    punto di vista legislativo, relativo a gli accordi di Ginevra sottoscritti negli anni 50 del 900, sono considerate guerre quelle
    convenzionali tra diversi stati belligeranti e quindi gli altri stati sono obbligati ad accogliere gli esuli che scappano da
    esse.
    Su questo punto punto in molti si sono sempre chiesti perché non interviene l’ ONU con le famose missioni di “pace” in
    quanto dove c’é stato interesse, non ci sono stati problemi a dispiegare le forze militari, così come i singoli stati che oggi
    si rimbalzano le varie responsabilità sull’ accoglienza, non si sono fatti problemi a intervenire militarmente (tutti
    conosciamo l’ ultimo caso della Libia).
    Libia e sbarchi: oggi é il paese da dove partano i famosi gommoni, da anni avviene questo processo ma
    inopinabilmente é andato crescendo dopo le azioni militari straniere che hanno causato la caduta del dittatore Gheddafi.
    Oggi ci troviamo con un paese spaccato, con due governi di cui uno “riconosciuto” a livello internazionale più le varie
    tribù che governano varie aree del paese.
    Questa situazione é spesso usata dai PRO immigrazione come giustificativo alle partenze dei gommoni organizzate
    dagli scafisti, e “sicuramente” condizioni inumane a cui sono soggetti gli uomini in attesa nei campi di detenzione.
    Su questo fronte si aprono tante ipocrisie e racconti sulla base dei propri interessi di parte, ideologici ed economici.
    Secondo una parte dei CONTRO immigrati una proposta per frenare questi flussi, sarebbe un blocco navale di fronte alle
    coste della Libia per bloccare i gommoni/cariole del mare, di contro si dice che sarebbe un atto di guerra verso la Libia,
    ma in merito la logica dei fatti trova molte discrepanze negli eventi, se la Libia ha due governi contro chi sarebbe l’ atto di
    guerra? Prima della caduta del governo Gheddafi, stato sovrano e riconosciuto, ad opera di azioni militari Francesi ed
    Inglesi non é stato un atto di guerra unilaterale che l’ ONU avrebbe dovuto impedire?
    Se adesso vi é un dei due governi riconosciuto a livello internazionale in difficoltà, perché non si vuole inviare una così
    detta “missione di pace” su territorio libico?
    Un altra questione é quella dei così detti “scafisti” organizzazioni criminali libiche e NON, perché negli altri paesi ci sono
    veri e propri “Tour Operator” che dietro compenso economico organizzano passaggi tra stati e gli imbarchi sui gommoni
    per tentare la traversata in mare e raggiungere le coste Europee.
    Quà si devono considerare diversi aspetti oggettivi, anche se a i PRO immigrati non piacciono: le persone che arrivano
    dalle varie regioni in Libia per imbarcarsi, sono persone che volontariamente hanno deciso di lasciare le loro case (non ci
    addentriamo nelle motivazioni) e di rischiare la vita per questo viaggio, corrispondendo a queste organizzazioni criminali
    soldi o averi.
    Perché rischiare la vita quando, pagare per pagare sarebbe più facile comprarsi un biglietto aereo?
    Qui entra in gioco la legislazione internazionale, usando lo stratagemma del recupero in mare a cui gli stati sottoscrittori
    del SAR son obbligati a rispondere per il salvataggio in mare, i migranti possono entrare negli stati europei, tutti
    sprovvisti di documenti di riconoscimento, rendono se non impossibile, molto difficile la loro identificazione, costringendo
    quindi le autorità ad accettare i dati che i migranti forniscono loro, questa modalità molto semplice, in oltre rende difficile
    le operazioni di rimpatrio coatto anche dopo la negazione alla domanda di richiesta di asilo fatta allo sbarco da parte dei
    migranti, E’ facile capire il diniego da parte dello stato da cui si é dichiarato di essere partiti nell’ accettare una persona
    che non ha documenti di riconoscimento e che potrebbe aver assunto una qualsiasi identità non verificabile.
    Di contro entrano in gioco le legislazioni dei vari stati e il rispetto delle leggi vigenti (pressoché simili in tutto il mondo) e
    dalla loro volontà di applicazione.
    E vero che una richiesta di soccorso in mare non può (e meno male) non essere fatta, é anche vero che le normative
    internazionali obbligano chi si mette in mare ad avere un mezzo idoneo e efficiente alla navigazione.
    E’ considerato un immigrato clandestino chi non ha documenti e non può provare la propria identità cercando di entrare
    in un altro paese.
    Non si può non giustificare la ricerca di ogni uno di condizioni di vita migliori, ma le modalità non le sono.
    Problemi e costi sociali, prospettive e conti da quinta elementare:
    Non voglio entrare in merito alla questione Coop/Caritas/chiesa ecc.. di chi in Italia “fà soldi” con i migranti, anche
    perché, con un pensiero razionale e obbiettivo, se porti queste persone in Italia e non li vuoi per strada da qualche parte
    li devi mettere e non ho prove personali che l’ amministrazione pubblica italiana si occupi o abbia strutture ricettive per la
    sussistenza e l’ alloggio di questa massa di persone che sono teoricamente civili.
    Indubbiamente i costi per il mantenimento diretto ed indiretto di queste persono sono molto alte, secondo l’ attuale
    ministro dell’ INPS l’ aumento di queste persone é necessario per l’ aumento del PIL e il pagamento delle pensioni.
    Questo pensiero potrebbe funzionare sulla carta nel momento in cui si riuscisse a portare questa massa di persone all’
    interno del sistema lavorativo regolare.
    Dobbiamo però considerare le possibilità di inserimento di queste persone all’ interno del mercato Europeo e alle
    richieste di “sapere” necessarie per lavorare all’ interno di questo sistema.
    Purtroppo la maggior parte é semi analfabeta nella loro lingua, per tanto superando anche lo scoglio linguistico
    resterebbero comunque fuori dalle richieste necessarie per lavorare, anche i lavori più umili richiedono di saper
    leggere,scrivere e far di conto! (cit. Pinocchio) e ancora più importante comprendere quello che si legge, solo
    considerando le normative vigenti sulla sicurezza presenti in ogni lavoro anche quelli puramente manuali.
    Se non si ha una professionalità già acquisita e richiesta da offrire sul mercato,và da se che per portare “la pagnotta” a
    casa si finisce nel lavoro nero di basica manovalanza o facilmente nella criminalità.
    Nei progetti messi in campo dal sistema di accoglienza c’é anche la formazione, ma la domanda potrebbe nascere
    spontanea: perché gli italiani dovrebbero pagare per formarli, quando sono presenti 5 milioni di disoccupati?
    Senza cercare di cadere in facili opinioni, sicuramente questo sistema non può funzionare, ne dare nessuna garanzia di
    futuro ad ogni persona.
    Lascio ad ogni lettore trarre le proprie conclusioni su quanto citato, a questa situazione dai contorni e gli interessi
    internazionali c’é solo una domanda che vale da oltre 2000 anni, Cui prodest ?

  • Laura Prosperini 7 luglio 2018

    Bravissima On.le Meloni

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