Migranti, i problemi di Milano? Per Sala sono colpa dei sindaci leghisti (video)

venerdì 27 luglio 14:24 - di Eleonora Guerra

Giunta Sala in difficoltà sul tema della riapertura del centro di espulsioni di via Corelli a Milano. La proposta, avanzata dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, è stata respinta dalla maggioranza in Consiglio comunale, con il supporto dei voti del M5s, che si è trincerato dietro un «non è nel contratto di governo». L’argomento però ha creato una frattura tra il primo cittadino e l’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino, che ha parlato di «parere negativo della giunta perché non c’è alcun tipo di ipotesi sul destino dei 776 profughi ospiti attualmente in via Corelli, se ci fosse la possibilità di concludere quel percorso siamo pronti a mettere sul tavolo una destinazione più utile per la struttura, destiniamola agli sfrattati o ai papà separati».

Sala nel merito ha assunto toni più cauti, dicendo di capire «molto la risposta di Majorino e nel pomeriggio lo vedrò, però piuttosto che fare annunci tramite i giornali direi che è il momento di sedersi e di ragionare sulla situazione che in questo momento non è particolarmente delicata, ma merita una riflessione. Ho visto che il ministro è stato dal sindaco di Roma Virginia Raggi, verrà anche da me». «Aspetto Salvini a Milano per parlarne», ha proseguito il primo cittadino di Milano, spostando poi l’attenzione dalle divergenze interne alla sua giunta e dai problemi di Milano nella gestione dei migranti a presunti problemi interni al Carroccio.

«Trovo sbagliato pensare ad un’azione specifica senza esaminare la globalità del problema. Trovo sbagliato – ha sostenuto Sala – che il ministro proponga questa azione e non stia facendo nulla per spingere i sindaci del suo partito che non accolgono migranti a cambiare registro. Parliamo, ma metto al centro del dibattito il fatto che ci sono troppi sindaci leghisti che si girano dall’altra parte e il carico non può essere solo nostro». Dunque, secondo Sala, il problema della gestione dell’accoglienza a Milano – o in altre città – non sarebbe legato alla portata dei flussi migratori e alla mancanza di un argine agli arrivi che c’è stata finora, ma ai sindaci leghisti che non accolgono. Colpa di chi si ribella, insomma, e non del diktat dell’accoglienza a tutti i costi.

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