Metro C, Alemanno replica: “Accuse totalmente prive di fondamento”

giovedì 19 luglio 14:51 - di Antonio Pannullo

Sono in tutto venticinque le persone che rischiano di andare a processo per i lavori della Metro C di Roma dopo la chiusura delle indagini da parte della Procura di Roma. I reati contestati, a vario titolo, vanno dalla truffa aggravata ai danni di enti pubblici alla corruzione fino al falso. Tra i nomi ci sono l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, l’ex assessore alla mobilità della Giunta Alemanno Antonello Aurigemma, l’ex assessore della Giunta Marino Guido Improta e l’ex dirigente del ministero delle Infrastrutture Ercole Incalza ma anche i dirigenti, all’epoca dei fatti, di Roma metropolitane e Metro C. Immediata la replica dell’ex primo cittadino di Roma Alemanno: “Le accuse che vengono ipotizzate nei miei confronti nell’ambito dell’inchiesta sulla Metro C sono prive di fondamento, perché confondono le responsabilità amministrative con quelle politiche. Infatti mi si accusa di aver firmato, come capo dell’Amministrazione capitolina, una lettera predisposta dalle strutture tecniche dell’assessorato alla Mobilità e del ministero delle Infrastrutture. Il contenuto di quella lettera, che gli inquirenti ritengono non rispondente alla realtà, era una valutazione tecnica su alcune varianti su cui non potevo non affidarmi all’istruttoria preparata dai tecnici. Basare su questo l’ipotesi di un mio concorso in una truffa è contrario a tutti i principi della pubblica amministrazione che separa nettamente l’indirizzo politico dall’azione amministrativa. Ho chiesto di essere interrogato dai magistrati per chiarire queste circostanze e chiedere il proscioglimento da un’indagine che non mi riguarda”.

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