Ex magistrato amministrativo in manette: ecco come pilotava le sentenze

mercoledì 4 luglio 12:25 - di Milena De Sanctis

È stato arrestato per corruzione dai finanzieri del Comando Provinciale di Messina, Giuseppe Mineo, ex magistrato già in servizio al Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Siciliana. Ai domiciliari invece è finito Alessandro Ferraro, stretto collaboratore dell’avvocato Piero Amara e Giuseppe Calafiore. La vicenda è legata all’inchiesta ”Sistema Siracusa” diretta dalla Procura della Repubblica di Messina che, nel mese di febbraio scorso, ha portato all’arresto di tredici persone componenti di un ”comitato di affari” capace di condizionare il buon andamento della gestione della giustizia nella provincia aretusea.

In manette ex magistrato, la vicenda

Mineo, in particolare, in servizio presso il Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Siciliana, si sarebbe adoperato per far avere una sentenza a favore di due imprese riconducibili ai due legali nell’ambito di altrettanti contenziosi amministrativi instaurati rispettivamente contro il Comune di Siracusa e contro la Sovrintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Siracusa. A rivelare il fatto sono stati proprio Amara e Calafiore durante gli interrogatori. Mineo inoltre avrebbe rivelato ai due avvocati notizie coperte da segreto d’ufficio afferenti allo svolgimento delle camere di consiglio. In cambio di questi favori il giudice avrebbe fatto erogare dai legali, grazie all’intermediazione del loro collaboratore Ferraro, una somma pari ad oltre 115mila euro a beneficio di Raffaele Drago, ex Presidente della Regione Siciliana e deputato nazionale, morto nel 2016 e, all’epoca dei fatti, molto amico di Mineo. Gli accertamenti svolti hanno consentito di evidenziare che i soldi erano stati versati da una delle tante società riconducibili ad Amara e Calafiore su un conto maltese intestato a Ferraro e poi passati a beneficio di Drago.

Commenti

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  • Giuseppe Forconi 5 luglio 2018

    Leggere ” La legge e’ uguale per tutti ” viene da ridere se non da piangere. Uguale per chi ? Sempre dipende chi e’ il “CHI”. Ma stiamo ancora fidandoci di chi ruba piu’ dei ladri ? Purtroppo la giustizia non e’ uguale per tutti. Sempre “brava gente”.

  • doriana santinato 4 luglio 2018

    eccone un altro!!!!

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