Marchionne, l’ospedale di Zurigo: «in cura da oltre un anno, grave malattia»

giovedì 26 luglio 18:51 - di Paolo Lami

Rompe il silenzio per la prima volta l’Universitätsspital di Zurigo. E infrangendo il muro di privacy eretto a protezione dell’ex-amministratore delegato di Fca, Sergio Marchionne morto ieri mattina a 66 anni per problemi cardiocircolatori, ammette che il manager della famiglia Agnelli «era un paziente dell’Ospedale universitario di Zurigo» e che «da più di un anno, si era sottoposto a diverse cure per una grave malattia».

L’Universitätsspital di Zurigo ha confermato così, oggi, per la prima volta, che l’ex-Ceo di Fca era, effettivamente, un paziente della struttura sanitaria elvetica al quale Marchionne aveva deciso di rivolgersi, preferendola a qualche ospedale italiano, per questioni di privacy.

L’ospedale, riferisce l’agenzia di stampa svizzera Ats, ha precisato che durante la degenza «si è fatto ricorso a tutte le possibilità offerte dalla medicina di punta, ma – dicono dall’ospedale con un linguaggio più che asettico e, per certi versi, imbarazzante – «il signor Marchionne purtroppo è deceduto. Ne siamo estremamente dispiaciuti ed esprimiamo alla famiglia le nostre più sentite condoglianze».
Per rispetto della privacy, i responsabili dell’ospedale universitario si erano finora rifiutati di rilasciare qualsiasi dichiarazione sulle condizioni di Marchionne.
Le nuove rivelazione fanno comprendere meglio qual’era l’effettiva situazione medica di Marchionne e confermano quelle che sono state le ricostruzioni della vicenda da parte dei media e, in particolare da Lettera 43 fin dai primi momenti in cui ci si è iniziati a rendere conto che il manager era sostanzialmente sparito da troppo tempo dalla scena imprenditoriale italiana mentre Fca con i suoi silenzi, stava alimentando tutta una serie di ipotesi, anche le più drmmatiche.

Lettera 43 aveva ricordato che l’ultima volta che Marchionne era apparso in pubblico, alla consegna della jeep ai carabinieri, era apparso provato e stanco. Poi il ricovero nella clinica svizzera con la convinzione che la questione si sarebbe risolta presto e consentendo all’ad di Fca di riprendere subito il timone dell’azienda. Ma le cose non sono andate, purtroppo, così.
Al manager era stato diagnosticato, rivela Paolo Madron su Lettera 43, un sarcoma alla spalla e per questo soffriva di forti dolori che lo costringevano ad assumere cortisone. Di lì la decisione di operarsi. Tutto sarebbe andato per il verso giusto ma nella fase post-operatoria, Marchionne sarebbe stato colpito da embolia. Un imprevisto in un quadro clinico non facile, un fisico sofferente e problemi alla tiroide. A Elkann, il manager avrebbe nascosto in qualche maniera la reale situazione prima dell’intervento. E quando il presidente e amministratore della Exor si è precipitato a Lugano, i medici non hanno potuto che confermargli che Sergio Marchionne era in condizioni gravissime tanto che non sarebbe neanche riuscito a vederlo. La parola “irreversibile” ha iniziato a circolare con sempre maggiore insistenza in riferimento alla situazione medica di Marchionne. A quel punto è stato chiaro a tutti che l’operazione alla spalla aveva avuto un esito atroce.

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