L’Isis rivendica l’attentato di Toronto: «Hussain era un nostro soldato» (video)

mercoledì 25 luglio 14:04 - di Sveva Ferri

L’attentatore di Toronto era «uno dei soldati dello Stato islamico». Con queste parole, affidate all’agenzia di stampa Amaq, sua affiliata, l’Isis ha rivendicato la sparatoria con cui, domenica sera, Faisal Hussain, 29enne di origini pakistane, ha ucciso una bambina di 10 anni e una ragazza di 18 e provocato 13 feriti. Nella rivendicazione è stato specificato che l’attacco è stato una risposta all’appello con cui il Califfato ha chiamato i suoi seguaci a colpire i Paesi che fanno parte della coalizione internazionale impegnata nella lotta all’Isis in Siria e in Iraq.

Sulla natura dell’attentato le autorità canadesi avevano mantenuto la massima cautela, identificando Hussain, ucciso a sua volta nel corso dell’attentato, come persona da sempre affetta da gravi problemi psichici. Una versione suffragata dalla famiglia del giovane che in una dichiarazione alla stampa aveva parlato dei disturbi del giovane, sostenendo che «mentre abbiamo fatto del nostro meglio per dargli aiuto nella sua vita di sofferenze, non abbiamo mai immaginato che potesse arrivare ad una fine così devastante e distruttiva».

Hussain ha scagliato il suo attacco domenica sera, intorno alle 22, mentre i locali della zona colpita – l’area tra tra Danforth e Logan – erano tutti affollati. Una modalità che ha ricordato quella delle stragi di Parigi del novembre 2015, benché qui a colpire sia stato un “lupo solitario”. Da subito dunque si è fatta strada l’ipotesi che si trattasse di un attentato terroristico, tanto più che le forze dell’ordine quella sera hanno anche fatto brillare due oggetti. La raccomandazione delle autorità, però, era stata quella di «evitare speculazioni». «In questo momento è fondamentale», aveva avvertito il capo della polizia di Toronto, Mark Saunders, aggiungendo che «quando potremo fornire maggiori informazioni, lo faremo senz’altro».

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Commenti

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  • 25 luglio 2018

    Come risposta, sarebbe opportuno seppellire questo individuo o sottospecie cucito all’interno di una pelle di maiale…..da li sarebbe difficile andare in paradiso e sarebbe da monito per molti

  • Emergenza Coronavirus

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